La Vergine Maria nel Regno della DV Giorno 6
La comprensione del cammino spirituale che conduce l'anima umana verso il sesto giorno della creazione mistica richiede un profondo mutamento di prospettiva interiore, una vera e propria metamorfosi in cui la creatura impara a riconoscersi come creta nelle mani sapienti e amorevoli del vasaio divino. In questa scuola terrena di santità, la Vergine Maria si pone non solo come un'insegnante personale, ma come uno specchio vivente che racconta la propria esperienza biografica per rassicurare, rasserenare e guidare i suoi figli verso un abbandono consapevole e totale. Condividendo le meraviglie che l'Altissimo ha operato nella sua esistenza in virtù della sua perfetta obbedienza, la Madre invita ciascuno a superare ogni timore e ad accogliere l'azione divina, affinché l'anima possa aprirsi a ricevere i medesimi doni e virtù che furono concessi a lei. La consapevolezza che gli insegnamenti e le lezioni celesti vengono impressi e suggellati nell'anima stessa trasforma l'incontro quotidiano e mattutino in un momento di ardente attesa, un appuntamento in cui il collegamento spirituale si attiva prima ancora che l'essere umano ne prenda coscienza, con la Vergine già pronta ad accogliere il fedele, stringendolo al cuore per fargli percepire la pienezza del Fiat Divino.
Per partecipare pienamente a questa realtà mistica ed evitare di rimanere semplici spettatori o figure passive all'interno delle comunità di preghiera, è indispensabile assimilare una nuova mentalità teocentrica che sappia scorgere la scintilla divina insita in ogni creatura. Quando le sorelle si scambiano saluti gioiosi e manifestano affetto reciproco, non bisogna fermarsi alla dimensione puramente orizzontale delle relazioni umane, ma occorre riconoscere che in quel gesto è la Madre stessa che stende la mano, accoglie l'anima sulle proprie ginocchia e manifesta l'amore circolante di Dio. Poiché la Divina Volontà rappresenta la forza universale e l'energia stessa del Creatore che muove e dirige ogni elemento del creato, l'essere umano che sceglie consapevolmente di abitare in questo stato cessa di agire in base alla propria individualità isolata per lasciare che sia l'Altissimo ad animare le sue caratteristiche personali. Imparare questo modus vivendi significa comprendere che Dio si cela sia nella dimensione interiore dell'essere sia in quella esteriore della creazione, e che per entrare in comunione con il mondo invisibile, con le anime del Purgatorio o con i Beati in Cielo, è assolutamente necessario abbandonare i codici relazionali del mondo per adottare il linguaggio del Figlio, l'unico che consente un'interazione reale con la famiglia divina.
Questo radicale cambio di mentalità si fonda sull'imitazione speculare della vita vissuta da Gesù sulla terra, il quale duemila anni fa ha assunto su di sei le miserie umane per elevare la creatura all'altezza del Padre e offrirle un programma esistenziale fondato sull'amore puro. Nel momento in cui l'anima invoca il calore refrigerante e la luce penetrante del Fiat Santo, desiderando che il piccolo atomo della propria volontà umana si dissolva nel sole della volontà divina, la Vergine risponde garantendo la sua costante tutela materna ed esortando all'ascolto attento di lezioni concepite per destare il disprezzo del proprio egoismo. Contrariamente a quanto comunemente si crede, ossia che la Madre di Dio sia stata esentata da ogni prova in virtù del prodigio della sua Immacolata Concezione, Ella rivela che la Sapienza Divina le richiese con assoluta giustizia una prova senza uguali, poiché il Verbo Eterno non avrebbe mai potuto trovare dimora in un grembo dominato da una volontà umana operante. Sebbene Maria fosse nata pura e con un cielo dell'anima perfettamente vuoto da ogni macchia originale o inclinazione al male, la rinuncia totale e perpetua alla propria volontà personale fu l'atto necessario per assicurare in lei il Regno della Divina Volontà, permettendo all'Altissimo di colmarla di ogni prerogativa senza poterle negare nulla, poiché negare qualcosa a un'anima interamente mossa dall'amore significherebbe per Dio negare se stesso.
Il trionfo in questa prova ininterrotta ha permesso al Fiat Divino di compiere il sesto passo nell'anima di Maria, determinando il possesso completo di tutte le proprietà, le virtù e i poteri divini che a una creatura sia possibile contenere, tanto da renderla autentica regina del proprio corpo e della propria anima, libera da qualsiasi idolo o interferenza demoniaca. In questa condizione di perfetta unità interiore, dove le tre Persone distinte della Santissima Trinità operano attraverso un'unica volontà d'amore, la Vergine è cresciuta sulle ginocchia paterne di Dio attraverso una vita vissuta nell'ubbidienza costante alle disposizioni del tempio e della famiglia, riconoscendo la voce del Creatore in ogni singola chiamata e accumulando ad ogni istante infinite gocce di vita divina. Questa totale saturazione della grazia, che lascia muti e stupiti gli stessi angeli del cielo, ha conferito a Maria una maternità universale estesa all'intera umanità fin dal momento della sua concezione ad intra, spingendola a custodire ogni figlio nel proprio cuore, a intercedere per lui prima ancora che venisse alla luce e a desiderare intensamente che ogni creatura possa condividere i suoi stessi beni celesti. Accogliendo questo invito al cambiamento, l'anima trova nella presenza della Vergine un tutor spirituale e una protezione assoluta entro cui superare ogni fallimento umano, purificarsi dai mali interiori ed essere infine proclamata bella, pura e santa in virtù della Volontà Divina che la anima e la unisce indissolubilmente alla felicità della sua Madre Celeste.
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