Volume 1 Introduzione ai Libri di Cielo parte 1

Gli scritti (riferiti a Luisa Piccarreta) rappresentano una "scuola" per riportare l'uomo al suo posto originario nell'ordine della Creazione. L'obiettivo è compiere il progetto di Dio: rendere ogni essere umano Sua immagine e somiglianza.

Luisa è presentata come una persona comune, nata nella seconda metà dell'Ottocento in un'Italia genuina e rurale. Non è nata "già santa" come la Madonna, ma è stata favorita da un ambiente familiare dedito alla preghiera e lontano dalle distrazioni moderne.

Scelta da Dio per portare all'umanità il dono della Divina Volontà, Luisa non ne è solo la messaggera ma il "prototipo". Gesù le ha chiesto di scrivere la sua esperienza affinché chiunque possa rispecchiarsi nel suo cammino.

Il percorso non è puramente teorico o intellettuale, ma una via pratica per diventare "santi" attraverso l'ascolto e la messa in atto della Parola, in coerenza con l'insegnamento del Vangelo.

Luisa inizia a scrivere non per ambizione, ma per puro spirito di obbedienza alla Santissima Trinità, nonostante l'enorme sacrificio personale che questo compito le comporta.


Lei non scrive per informare Gesù (che sa già tutto), ma per noi. I suoi scritti servono a farci capire che ogni persona ha una missione e che la difficoltà nell'obbedire è una reazione umana comune.

Vivere nella Divina Volontà richiede un radicale cambio di programma mentale. Dopo millenni di vita basata sulla logica umana "da Adamo in poi", abbandonare la mentalità del mondo è un'impresa ardua, persino per chi, come Luisa, dialoga direttamente con Gesù.

Luisa descrive un profondo conflitto interiore: la sua parte umana "freme" e preferirebbe "mille morti" piuttosto che rendere pubblico ciò che passa tra lei e Dio. Tuttavia, sceglie l'obbedienza per puro amore di Gesù.

Questa espressione indica che l'anima è animata dai modi stessi di Dio. Luisa chiede a Gesù la forza di obbedire, riconoscendo che solo attraverso di Lui la sua stessa vita prende veramente forma e vigore.

Luisa riconosce che l'ispirazione data al suo confessore di farle scrivere tutto proviene dalla Santissima Trinità. Non vede l'ordine come un'imposizione umana, ma come la voce di Dio che parla attraverso una creatura per guidare la sua giornata.

Dio (la Santissima Trinità) è il regista della vita, ma Gesù è il "programma" pratico. Attraverso la sua umanità, i suoi atti e i suoi modi, Egli fornisce alla creatura la forza e gli aiuti necessari per compiere la volontà divina.

Nel Matrimonio Spirituale: Il termine "Sposo" indica la simbiosi tra Gesù e l'anima. Gesù abita nell'anima per animarla, affinché l'immagine di Dio e la creatura diventino una sola cosa nell'operare nel mondo.

L'Umanità di Gesù è la Porta: Per entrare nell'ambiente divino (tra le braccia della Trinità), è necessario imitare i "modi" di Gesù. Vivere santamente permette a Gesù di afferrare la mano della creatura e innalzarla verso il Padre.

Luisa esprime il timore che la sua resistenza possa diventare vera disobbedienza, paragonandola al peccato di Adamo che allontana l'uomo da Dio. Per questo invoca Gesù affinché non la lasci sola.

Lei descrive il suo stato iniziale come circondato da tenebre fitte, prive di luce. È un punto di partenza comune a ogni cammino spirituale, in cui si riconosce la propria fragilità e il bisogno assoluto dell'aiuto divino per iniziare il percorso.

Luisa non parla solo per se stessa, ma a nome di tutti noi. Il percorso che lei inizia è la "nostra" scuola, dove Gesù è il Maestro che ci insegna a cambiare mentalità e modalità di vita.

Luisa riconosce di essere immersa in tenebre così dense da non far passare un "atomo di luce". Questo serve a incoraggiare chiunque si senta indegno o peccatore: il dono della Divina Volontà è per tutti, indipendentemente dallo stato attuale dell'anima.

Gesù agisce innanzitutto illuminando la mente. Le "conoscenze" trasmesse nei libri sono gli strumenti necessari per dissipare le tenebre e liberarsi dai "demoni" (i vizi e i mali) che ci incatenano.

Gesù promette di mettersi al nostro fianco e di fare tutto Lui, purché noi prendiamo la decisione di accogliere il dono. Non chiede sacrifici o tasse, ma vuole donare le Sue ricchezze per liberarci.

L'obbedienza a Gesù non è un peso, ma la via d'uscita dal "labirinto" del peccato. Ascoltare la Sua parola e metterla in pratica è l'unico modo per superare gli ostacoli che non potremmo mai vincere con le nostre sole forze.

Lui non impone comandi, ma fornisce indicazioni per uscire dal "labirinto di morte" in cui l'umanità si trova da millenni. L'anima deve affidarsi totalmente come un neonato, evitando di "mettersi in mezzo" con decisioni proprie che finirebbero solo per ostacolare l'opera divina.

Questo tempo di obbedienza stretta non è eterno; serve a liberare l'anima. Il periodo più intenso riguarda i primi volumi degli scritti e culmina con il "matrimonio mistico" (intorno al 12° volume), momento in cui l'anima diventa totalmente libera perché vive ormai in simbiosi con il programma di santità di Gesù.

La chiave per superare ogni ostacolo e sofferenza quotidiana è imitare il modo di agire di Gesù. Se si applica questo metodo, le difficoltà vengono superate con una facilità incredibile, poiché è Gesù stesso a farsi carico del peso.

Le "tenebre" dell'anima sono identificate con i demoni e le false credenze del mondo (come l'idea di essere nati per caso). La luce di Gesù entra attraverso le "conoscenze" contenute nei libri: queste verità illuminano la mente, mettono in fuga i mali e liberano l'anima.

Lo scopo finale della scuola è permettere all'anima di recuperare l'immagine di Dio. Attraverso questo percorso, la creatura "ricorda" finalmente la sua vera nobiltà: non un prodotto del caos, ma un essere creato dalle mani di Dio e dotato di potenze spirituali.

L'immagine di Dio nell'anima si riconquista solo vivendo concretamente secondo le indicazioni di Gesù. Non basta chiedere a Gesù di togliere il male; è necessario dare il proprio consenso attivo agendo attraverso il "programma dell'amore".

Imitare i modi di Gesù è il vero antidoto contro i demoni interiori. Così come il sacerdote legge il Vangelo durante gli esorcismi, così la creatura, vivendo la vita di Gesù, sconfigge il male e libera spazio nell'anima affinché vi abiti lo "Sposo".

Le conoscenze contenute nei libri restituiscono la memoria della nostra vera origine. Esse smentiscono le teorie scientifiche che cercano di mettere l'uomo al posto di Dio, facendoci ricordare chi siamo e da dove veniamo.

La luce di Gesù purifica il cuore dal "fango" della mentalità di morte. Secondo la promessa biblica, il cuore di pietra viene trasformato in un cuore di carne capace di vibrare e accelerare il battito davanti alla parola e alla presenza di Dio (come nell'Eucaristia).

Chi riceve l'amore purissimo di Dio non può tenerlo per sé. Poiché la natura di Dio è "comunicativa", l'anima trasformata sente il bisogno e l'obbligo di manifestare e donare questo stesso amore ai fratelli.

Donarsi agli altri non è un'imposizione esterna di Dio, ma una necessità naturale: chi è animato da Dio non può fare a meno di donare ciò che ha, perché agisce mossa dalla natura stessa di Dio che è amore comunicativo.

Usare il "programma di santità" (imitare la vita di Gesù) garantisce di dire e vivere la verità. Il testo invita a non temere il mondo: non serve difendersi da soli pensando che il mondo ci "freghi", perché se viviamo come Gesù, è Dio stesso a difenderci.

Viene sottolineato che il desiderio di completare il progetto di santità nell'anima è più forte in Dio che nella creatura. È Lui che è venuto a cercarci perché non vuole stare lontano dalla Sua "creatura prediletta".

Poiché il progetto appartiene a Dio, l'anima decide di partecipare alla "scuola" con fiducia, consapevole che Gesù renderà il cammino "facile e comodo", fornendo tutti gli aiuti necessari per superare ogni ostacolo.

Il percorso mira a portare la creatura al centro delle tre Persone Divine, "inabissata" in una luce purissima, realizzando così lo scopo per cui è stata creata. L'anima si impegna a obbedire e mettere in pratica ogni lezione di cielo, costi quel che costi.

L'invocazione di Luisa chiede che la luce divina circondi e penetri ogni nascondiglio dell'anima per consumare l'essere terreno (la volontà umana) e trasformarlo in essere divino. La volontà umana è vista come l'unico ostacolo alla santità di "qualità".

La scuola dei Libri di Cielo insegna a usare i "modi" di Gesù per vivere. Quando il corpo della creatura agisce imitando Gesù, avviene un vero esorcismo: l'anima si libera dai demoni che la gestiscono dai tempi di Adamo, facendo spazio all'unione mistica con Lui.

Questo percorso è descritto come l'ultimo sforzo di Gesù per riportare l'umanità in salvo. È come l'ingresso finale in un porto sicuro: Gesù ci "traina" verso la meta della Creazione, ovvero tornare a essere Sua immagine e somiglianza.

In questa missione non siamo soli. La Vergine Maria agisce come una tutor che guida la creatura, ottenendo da Gesù la grazia e la fortezza necessarie per l'obbedienza.

Luisa invoca San Giuseppe, gli Arcangeli e gli Angeli custodi. Il testo spiega che quando si inizia a vivere nella Divina Volontà, l'intero Cielo si affaccia per aiutarci, mettendo a nostra disposizione anche i meriti e gli atti di tutti i santi.

Non siamo soli; oltre a Gesù e Maria, abbiamo a disposizione gli "atti santi" di tutti coloro che ci hanno preceduto. Ogni atto di bene compiuto nella storia rimane nel "Libro della Vita" ed è accessibile a chiunque voglia utilizzarlo nel proprio cammino.

Come Abramo segnò l'inizio di una nuova relazione tra Dio e l'umanità lasciando le sue certezze, così ogni creatura deve vivere il proprio momento di conversione. Dire "Sì" alla Divina Volontà significa attualizzare oggi l'atto di fede di Abramo, scegliendo di seguire Dio sopra ogni cosa.

Il percorso può generare confusione interiore e battaglie contro i propri "demoni" (come l'ira o l'attaccamento al mondo). Questa confusione non deve spaventare: è il segno che ci si sta liberando dal "labirinto" del peccato. Ogni vittoria in questa battaglia è a gloria di Dio.

Confrontarsi con la vita di Gesù e Maria porta inevitabilmente a provare vergogna per la propria cattiveria o mancanza di corrispondenza alla grazia. Questo senso di "confusione e vergogna" è però necessario e positivo: serve a farci notare quanto siamo ancora distanti dall'immagine divina per poter iniziare la vera trasformazione.

L'anima riconosce di essere piena di tenebre e chiede aiuto a Gesù per uscire dal labirinto. La decisione di partecipare a questa "scuola" nasce dalla fiducia che, poiché il progetto è di Dio, sarà Lui stesso a rendere il cammino possibile e vittorioso.

Luisa si definisce "cattiva e incorrispondente" nonostante i grandi doni ricevuti. Gesù le fa scrivere queste parole affinché nessuno si scoraggi: lei non è un'eccezione irraggiungibile, ma il prototipo di ciò che ogni anima può diventare seguendo questa scuola.

Per Dio, ogni creatura ha lo stesso valore infinito. Non bisogna guardare a Luisa come a qualcuno di superiore, ma come alla "prima" di una serie. Chiunque oggi può ricevere gli stessi doni e, corrispondendo prontamente alla grazia, può persino camminare con lo stesso passo.

Gesù rimprovera Luisa quando omette dettagli della sua vita interiore, spiegandole che i futuri lettori avranno bisogno di trovare scritte quelle esperienze per capire che fanno parte del percorso. Lei scrive per noi, affinché possiamo riconoscerci nelle sue lotte.

Dio sa che siamo stati "raggirati" dalle teorie del mondo e della scienza che negano la Sua esistenza. Per questo non ci colpevolizza, ma ci accoglie e ci rialza continuamente, consapevole della difficoltà di liberarsi da millenni di mentalità errata.

Questo cammino è l'atto di misericordia supremo di Dio. Chiedendo a Gesù di "versarsi goccia a goccia" nell'anima, la creatura punta a riempirsi totalmente di Lui, diventando essa stessa un trionfo della Sua grazia nell'ultimo tratto verso il Regno della Divina Volontà.

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