Appello materno parte 2

Spieghiamo ora come il peccato abbia alterato lo sviluppo umano e come Dio abbia continuato a guidare l'umanità nel tempo.

  • Con il peccato si è interrotta la crescita simultanea di corpo e anima. Il corpo ha continuato a nutrirsi e svilupparsi, ma l'anima è rimasta privata del suo cibo naturale: gli atti compiuti in Volontà di Dio.

    Nonostante la caduta, Dio non ha abbandonato l'uomo, ma ha continuato a versare in lui, "goccia a goccia", i Suoi attributi sotto forma di conoscenze: medicina, matematica, fisica. L'uomo ha spesso attribuito queste scoperte alla propria bravura o a teorie materiali (come l'evoluzione), senza riconoscere che si trattava di scienza divina.

    Oggi l'uomo ha raggiunto un tale livello di conoscenza scientifica da essere in grado di creare una "copia di sé" (attraverso la tecnologia). Questo traguardo dimostra che l'umanità ha ormai assorbito gran parte della scienza naturale divina messa a disposizione da Dio.

    Gesù invita a guardare questi progressi come segnali. La capacità dell'uomo di imitare l'opera creatrice di Dio attraverso lo studio della materia indica che i tempi sono maturi per un nuovo passaggio spirituale.

Ora analizziamo il contrasto tra il progresso tecnologico umano e lo stato di decadimento spirituale.

  • Tutte le conoscenze scientifiche (medicina, fisica, tecnologia) sono doni che Dio ha elargito all'umanità attraverso singoli "scopritori". Come in dei vasi comunicanti, queste conoscenze sono diventate patrimonio di tutti, rendendo l'uomo capace di operare quasi "come Dio".

    Nonostante l'uomo sia "completo" dal punto di vista della conoscenza, gli manca ancora l'Immagine di Dio. Egli possiede gli strumenti divini (la scienza), ma non ha lo spirito divino per guidarli.

    Poiché l'anima è ancora abitata e animata dai "falsi re" (Mondo, Io e Satana), queste potenze oscure prendono il controllo delle conoscenze divine donate da Dio e le usano per creare morte, dolore e sofferenza invece di bene.

    Riprendendo San Paolo ("Faccio il male che non voglio"), l'uomo, pur essendo una creatura meravigliosa dotata di scienza, agisce malamente perché è mosso da un "programma di morte". L'uomo vero è prigioniero di questi parassiti spirituali che usano le sue capacità per scopi distruttivi.


Proponiamo ora una visione profonda del Dono della Divina Volontà, identificandolo con l'Apocalisse di San Giovanni. Lungi dall'essere una catastrofe, l'Apocalisse è presentata come una rivelazione e un capovolgimento della storia: Dio non ci dona qualcosa di nuovo, ma ci rivela ciò che già possediamo come Suoi figli, aiutandoci a riscoprire la nostra vera identità.

Dobbiamo abbandonare l'immagine distorta del mondo, dell'io e di Satana. Questa falsa immagine ci ha portato a usare male le conoscenze che Dio ci ha donato nel tempo.

  • L'immagine di Dio non è una "fotografia" o una figura statica, ma una manifestazione. Essere a immagine di Dio significa manifestare la Sua Volontà nel mondo, proprio come ha fatto Gesù, vero Dio e vero uomo, che è l'incarnazione perfetta del Figlio che manifesta il Padre. Per fare "cose più grandi" di Lui, come Egli stesso ha promesso, dobbiamo riempirci della Sua stessa vita divina.

    Il Dono della Divina Volontà ci permette di operare non più secondo logiche umane, ma secondo la vita di Cielo, portando a compimento il progetto di Dio su ogni creatura. [

È interessante notare come l'Apocalisse venga letta qui non come fine, ma come un invito a ravvivare la speranza.

In questo passaggio viene spiegato come avviene concretamente la trasformazione dell'uomo in immagine di Dio attraverso la vita quotidiana.

  • L'immagine di Dio si assume "goccia a goccia" imitando i modi di vivere di Gesù e Maria. Non si tratta di compiere azioni straordinarie, ma di trasformare le azioni più semplici del quotidiano (casa, lavoro, relazioni) usando lo stile di Gesù.

    Il segreto sta nell'accettare ogni situazione — anche le più difficili come un lavoro pesante, fratelli disturbatori o un coniuge che tratta male — con l'intenzione di dare gloria a Dio, amando e perdonando come fece Gesù.

    Ogni volta che scegliamo di agire con amore e virtù invece di reagire umanamente, stiamo lavorando nella "vigna di Dio". Dio ricompensa ogni singolo atto d'amore donando una "gocciolina di Sé" (la Sua vita divina).

    Più utilizziamo le virtù divine per affrontare la vita, più Dio le "suggella" nella nostra anima. Attraverso gli insegnamenti dei "Libri di Cielo", l'anima assorbe progressivamente le caratteristiche del Figlio, diventando essa stessa immagine vivente di Dio.

Descriviamo ora il culmine dell'unione mistica tra l'anima e Dio, definita come un vero e proprio "scambio di vita".

  • Primo. Lo scambio del DNA spirituale: Si realizza un'unione profonda in cui Dio dona all'anima una "gocciolina di Sé" (i Suoi modi e virtù) e in cambio accoglie nel Suo cuore le caratteristiche umane della creatura. Questo processo mira a rendere l'uomo "vero uomo e vero Dio", sullo stampo di Gesù.

    Secondo. La formazione dell'Immagine: Vivendo concretamente con i modi di Dio, l'anima assorbe le virtù divine. Questo "matrimonio" spirituale scaccia definitivamente le immagini del mondo, dell'io e di Satana, permettendo alla Divina Volontà di diventare l'unica forza che anima la persona.

    Terzo. Diventare Amore: Poiché Dio è Amore purissimo, chi vive della Sua Volontà finisce per identificarsi con l'Amore stesso. I propri desideri coincidono con quelli di Dio: volere il bene di tutti e donarsi incessantemente ai fratelli.

    Quarto. Semplicità e Comunicazione: La vita divina nell'anima non è complicata, ma si manifesta come amore purissimo, semplicissimo e comunicativo, capace di diffondersi naturalmente su tutta l'umanità.

In sintesi, il percorso descritto porta la creatura a non essere più mossa dal proprio egoismo, ma a diventare una manifestazione vivente di Dio che ama e agisce nel mondo.

Concludiamo con un’esortazione calorosa sul valore del "Libro d'oro" e sulla garanzia del successo spirituale.

  • Primo. Non una devozione, ma una scuola: Maria chiarisce che questi scritti non sono semplici preghiere da recitare in determinati mesi (maggio o ottobre), ma una vera e propria scuola di vita. Il libro non si limita a descrivere la Volontà di Dio, ma la "dona" effettivamente a chi lo legge.

    Secondo. La felicità già su questa terra: Vivere secondo questo libro forma l'immagine di Dio nell'anima, portando una "vita paradisiaca" e una felicità che inizia già qui sulla terra. È descritto come la sorgente di ogni bene e la soluzione a ogni stato d'animo.

    Terzo. Un rimedio per ogni fragilità: Il testo elenca i benefici pratici del cammino: Forza per i deboli e vittoria sulle tentazioni del mondo. Misericordia per chi cade: Maria è la mano che rialza senza mortificare. Conforto per gli afflitti e calore per chi sente l'anima fredda o lontana da Dio. Nutrimento: Il cibo prelibato della Divina Volontà che sazia ogni fame spirituale.

    Quarto. La certezza della meta: Maria assicura il suo costante sostegno e la sua supplenza per i nostri errori. Viene data una promessa solenne: chiunque inizia questo percorso con un "sì" sincero ha la certezza assoluta di arrivare fino in fondo, poiché è guidato e sostenuto dalla potenza divina e materna.

Il percorso nella Divina Volontà è presentato come un cammino sicuro, dove l'impegno umano è costantemente trasformato e completato dall'aiuto di Maria.

Quest’ultima parte è un accorato appello materno che svela l'intensità dell'amore di Maria per ogni anima.

  • Maria assicura che l'anima non sarà mai più sola. Si impegna personalmente a pensare a tutti i bisogni della creatura, con l'unico obiettivo di renderla felice, a patto che questa accetti di vivere unita a lei.

    La Madonna si offre come garante totale: se l'anima sbaglia, lei ripara; se è debole, lei supplisce. Il suo invito è: "Cammina con me, ti porto io".

    Maria rivela di ardere dal desiderio (fino alle lacrime) che i figli ascoltino le sue lezioni. Afferma di amare l'anima al punto da concentrare tutta la sua cura su di lei, proprio come ha fatto con il suo diletto Figlio Gesù, per condurla allo stesso "porto di salvezza".

    Contro l'idea che lei sia inimitabile, la Vergine promette che, seguendo i suoi insegnamenti, ogni creatura potrà vivere la stessa vita che lei ha vissuto sulla terra.

    Maria dichiara che non si fermerà davanti a nulla. Percorrerà il mondo intero, entrerà in ogni famiglia e comunità, e aspetterà per secoli, se necessario, finché non avrà formato un popolo che conosca e faccia regnare la Divina Volontà.

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