Capitolo 6 del Volume 1 dei Libri di Cielo Parte 1
Ogni situazione o mortificazione quotidiana è mandata direttamente da Gesù, non dalle persone.
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Gli altri sono solo strumenti nelle mani di Dio, non i colpevoli delle nostre sofferenze.
Gesù permette le difficoltà per far emergere i vizi capitali nascosti in noi (ereditati dal peccato originale).
Solo vedendo questi "demoni" interiori (ira, accidia, ecc.) possiamo riconoscerli, rinunciarvi e farci liberare.
I fratelli vanno amati e stimati come figli di Dio, anch'essi vittime del peccato originale.
Ogni situazione difficile va accolta come una grazia che contiene la propria liberazione.
Non si è più soli; la vita adesso si vive e si affronta insieme a Gesù, unici veri protagonisti.
L'amore del mondo è inquinato e interessato. L'amore di Dio è purissimo, incondizionato e crea relazioni autentiche.
Gesù insegna ad abbandonare le logiche e gli idoli del mondo esterno.
Gesù può iniziare a purificare l'anima solo quando la mente viene liberata da pensieri, preoccupazioni e distrazioni mondane.
Evitare attività inutili alla vita spirituale (come lo shopping continuo o i troppi impegni sociali) permette di rimanere "soli con Gesù".
Avendo un solo interlocutore da accontentare (Gesù), la vita diventa più semplice e meno frammentata.
Il distacco dal mondo non isola, ma aiuta a compiere al meglio la propria missione quotidiana e vocazione (ad esempio, fare bene la mamma in famiglia).
Gesù chiede l'impegno e la fedeltà di mettersi ogni giorno alla sua scuola, ascoltando e applicando i suoi insegnamenti.
Cos'è la grazia? Non si tratta di miracoli materiali o beni terreni, ma del dono gratuito di parti di Gesù stesso.
Cos'è lo vuotamento e il riempimento? Ogni azione compiuta secondo la volontà di Dio versa nell'anima "goccioline di grazia".
Lo scopo finale di questo processo è svuotare progressivamente l'anima dai suoi demoni interiori per riempirla interamente dell'immagine di Dio.
Il cammino non avviene tramite miracoli visibili, ma in modo automatico e silenzioso. Mettendo in pratica la Parola, ogni "goccia" di Gesù versata nell'anima elimina una parte dei condizionamenti del mondo.
La scuola divina richiede una frequenza giornaliera e ordinata. Non si può procedere a caso o a giorni alterni, poiché servono le basi quotidiane per non perdere il filo del percorso.
A differenza della scuola umana, nella scuola divina il successo è garantito perché il Maestro è Dio. Anche se l'essere umano tenta di abbandonare o rifiutare il cammino, il Signore non si arrende e torna a riprenderlo.
Rifiutare la scuola o cambiare continuamente percorso fa solo perdere tempo e aumenta le sofferenze della vita, affrontate senza la guida del Maestro. L'abbandono fiducioso porta invece a una trasformazione rapida.
La vita quotidiana è l'aula di scuola. È necessario rimanere attenti durante il giorno per riconoscere le situazioni mandate da Gesù e neutralizzare i propri limiti interiori.
Lo scopo finale è eliminare la radice del peccato originale per installare nell'anima la Divina Volontà e le virtù divine.
Gesù ha un progetto grandioso e specifico per ciascuno, inteso come un figlio prediletto. L'obiettivo è trasformare l'anima nella sua perfetta immagine, ripercorrendo tutta la sua vita, dalla nascita fino alla morte. Questo cammino segna l'inizio della vera vita spirituale.
Il "sì" alla scuola della Divina Volontà (attraverso i Libri di Cielo) accende la vita spirituale. In quel momento si nasce come "neonati" nello spirito.
Non bisogna preoccuparsi dei peccati commessi o delle proprie fragilità passate. Gesù risponde ai dubbi dicendo: "Io faccio nuove tutte le cose".
Con il primo tratto: L'anima riceve la prima "pennellata" divina, ovvero l'immagine di Gesù neonato impressa dentro di sé.
Per nutrire e far crescere l'immagine di Gesù occorre il cibo spirituale.
Come per Gesù nel Vangelo, il cibo di questo neonato interiore è fare la volontà del Padre attraverso la corrispondenza quotidiana.
Il cammino prevede di ripercorrere spiritualmente tutte le tappe della vita di Cristo, compresa la Redenzione e la Passione, necessarie per svuotarsi dei propri limiti.
L'impegno richiesto non è una semplice lettura passiva, ma una collaborazione attiva. Se l'anima è fedele, Gesù opera interamente al suo interno.
La crescita dell'immagine di Cristo fino alla morte rappresenta la morte della volontà umana, che è la radice del peccato originale e delle logiche del mondo.
Sotto la regia del Maestro, le situazioni difficili della giornata servono a far affiorare i difetti nascosti ("demoni").
Riconoscendo questi limiti e chiedendo a Dio di toglierli ("rinuncio"), l'anima permette a Gesù di eliminarli, restaurando così la creatura a perfetta immagine e somiglianza di Dio.
Il cammino richiede di leggere e mettere in pratica. Non basta la teoria, serve la collaborazione attiva.
A differenza della scuola umana, le verifiche nella scuola divina avvengono momento per momento durante il giorno.
Quando si applica l'insegnamento, Gesù elimina la sera stessa il vizio ("demone") e lo sostituisce versando nell'anima la virtù opposta.
La Divina Volontà è semplice e accessibile. Dio, essendo amore purissimo, non chiede cose difficili, conoscendo l'incapacità umana di affrontare sforzi superiori alle proprie forze.
Chi ha iniziato questo cammino ha dentro di sé lo stesso Gesù Bambino che Maria stringe tra le braccia.
Questo neonato spirituale va nutrito come farebbe una mamma. Il suo cibo sono le opere di carità, l'amore e il compimento della volontà del Padre.
Se si continua a vivere secondo le logiche di morte del mondo, si fa "morire di fame" Gesù dentro di sé, impedendo alla grazia di crescere.
Nutrito santamente, Gesù Bambino cresce fino a eliminare del tutto il programma del mondo (l'io e gli idoli di Satana), simboleggiato dalla morte in croce, per inserire nell'anima il programma divino della Trinità.
Gesù promette di insegnare il modo un poco alla volta: "Ci penso io, tu devi solo ascoltare e mettere in pratica".
Questo metodo ricalca esattamente l'esperienza di Luisa Piccarreta, che ogni mattina riceveva da Gesù le indicazioni per la giornata, proprio come avviene oggi per chi segue questa scuola.
Oltre al sacramento eucaristico, la vera comunione avviene ogni mattina mettendosi in ascolto della Parola di Dio attraverso la lettura dei testi.
In questo cammino, Gesù non è solo un neonato da proteggere nell'anima, ma è il Maestro che si presenta ogni giorno per dare indicazioni concrete su come affrontare la giornata.
Gesù si nutre cambiando il modo di vivere, non la vita stessa. Si lascia lo shopping e le chiacchiere inutili per compiere opere di carità e fare la volontà di Dio.
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Come Gesù istruiva Luisa ogni mattina dopo la comunione sacramentale per farle scrivere il suo "vademecum" spirituale, così oggi fa con chi legge e applica questi scritti.
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Il primo passo per purificare il cuore è l'umiltà (l'annichilimento di sé). Bisogna riconoscere che da soli non si è capaci di nulla e che si è "incompleti" senza l'immagine di Dio.
Abbandonare la presunzione di "sapere già tutto" permette a Dio di mettere mano all'anima per completarla e portarla alla felicità assoluta.
Senza la guida divina, l'essere umano, guidato dalla volontà propria e dalle logiche del mondo (un programma di morte), finisce inevitabilmente per fare del male a se stesso.
Senza Dio, anche quando crediamo di fare il bene, le nostre azioni sono inquinate da egoismo, interesse personale o mancanza di stima. Ogni pensiero autonomo rischia di essere un "atto di morte" per l'anima.
Il pensiero maligno convince l'essere umano di essere intelligente, autosufficiente e di poter fare a meno del Maestro. Questo orgoglio è l'immagine della volontà satanica.
Come un padre severo che ferma il figlio che si sta distruggendo, così Gesù a volte ci dà una "scrollata" e ci fa sbattere la testa contro il muro per aprirci gli occhi sulla nostra impotenza.
Gesù non può entrare nei cuori che puzzano di superbia e che attribuiscono a se stessi i propri meriti. Questi cuori sono così gonfi di sé e della propria volontà da non lasciare spazio a Dio, compiendo un vero e proprio "furto" delle sue grazie.
A chi riconosce la propria miseria e si affida interamente a Lui, Gesù non dona la grazia a gocce, ma si "tuffa" in loro versandola a torrenti.
Le anime umili sono grate, stimano il dono ricevuto e vivono nel santo timore di riperdersi. Sanno che se scelgono di usare nuovamente il programma del mondo, la vita spirituale muore.
Non è Gesù a togliere la grazia per punizione; è l'essere umano che, insistendo a vivere secondo il mondo, impedisce a Dio di agire, poiché il Signore non fa mai forzature alla nostra libertà.
Chi è pieno del proprio "io" non applica il programma di santità, rifiuta la grazia e finisce per cadere continuamente fino alla propria rovina spirituale.
Fare atti di umiltà significa ammettere che il proprio modo di pensare (influenzato dal mondo) è inquinato. Per non sbagliare, bisogna fermarsi e chiedersi: "Gesù, tu come faresti questa cosa?".
Gesù chiede di essere come un neonato completamente dipendente dalla madre, che non fa un passo o un'azione da solo, ma si affida in tutto a Dio.
Il cammino non consiste nello stare fermi in poltrona, ma nel trasformare le azioni ordinarie. Nella casa di Nazareth, Gesù, Maria e Giuseppe gareggiavano nel darsi reciproca felicità attraverso l'amore e la cura dei dettagli.
I doveri quotidiani (come cucinare o riordinare la casa) non vanno fatti con distrazione o per obbligo, ma con massima dedizione e amore per i propri cari (marito, figli, genitori), imitando la perfezione di Maria.
Bisogna eliminare i comportamenti dettati dall'egoismo o dal risentimento (come fare i dispetti, lamentarsi dei sacrifici o pretendere attenzioni).
Anche di fronte a un familiare difficile o distratto, la costanza nell'usare il programma dell'amore divino, con dolcezza e gentilezza, ha la forza di produrre frutti reali, cambiando nel tempo la vita della famiglia e portando una dimensione celestiale sulla terra.
Bisogna compiere ogni dovere e missione chiedendo costantemente aiuto a Gesù e Maria, confessando la propria incapacità e il proprio nulla.
Non serve aspettare risposte mistiche per sapere come agire. Sappiamo già che Maria faceva tutto con perfetto amore, cura e dedizione; basta imitare questo esempio nei doveri quotidiani.
Gesù è un Dio vivo che parla. Se l'anima si mette nelle sue mani, Egli suggerisce i pensieri giusti o fa arrivare le soluzioni da ogni dove per indicare la strada.
Di fronte a un litigio o a un'offesa subita da un fratello, la logica del mondo esige che sia l'altro a fare il primo passo. La giustizia dell'amore di Gesù chiede invece di umiliarsi, andare per primi e perdonare.
Per trovare la forza di perdonare, bisogna ricordare quante volte Gesù ha perdonato i nostri tradimenti e i nostri peccati, mantenendoci in vita nonostante tutto.
Anche quando compiere il primo passo costa fatica e fa sentire il proprio essere "disfatto" o mortificato, l'atto di accontentare Gesù attira la Sua forza e il Suo sostegno.
Il cammino spirituale è un percorso evolutivo. Il neonato spirituale accolto nell'anima deve crescere attraverso le opere di santità, carità e amore, diventando bambino, ragazzo e infine uomo maturo.
Man mano che l'immagine di Cristo cresce e si sviluppa, la volontà umana si rimpicciolisce fino a morire del tutto, lasciando interamente spazio a Dio.
Il piccolo Bambinello impresso nell'anima contiene in sé il germe della Santissima Trinità. L'anima diventa così un tabernacolo vivente.
Questo dono prezioso è appena accennato all'inizio e si fa presto a perderlo. Richiede un profondo impegno quotidiano per essere costantemente innaffiato, curato e nutrito.
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