Capitolo 5 del Volume 1 dei Libri di Cielo Parte 1

Ecco un riassunto spirituale e strutturato del capitolo 5, che analizza nel dettaglio i concetti teologici, pedagogici e pratici del percorso basato sugli scritti di Luisa Piccarreta.

Il percorso spirituale inizia con la visione della Santissima Trinità.

  • Il Padre chiede al Figlio di incarnarsi, il Figlio obbedisce prontamente e lo Spirito Santo acconsente. Questa armonia incanta Luisa.

    Gesù mostra la fine del percorso fin dall'inizio. Questa visione d'amore trinitario rappresenta il "titolo del corso": l'obiettivo finale per la creatura è diventare "tutto amore", imparando ad amare esattamente come si amano le tre divine Persone.

Per entrare a far parte di questa famiglia divina e raggiungere tale armonia, è necessario un cammino di trasformazione guidato dal Maestro divino.

  • Si ricorda che sono già stati forniti i primi strumenti, ovvero il ricollegamento del corpo all'anima e il dono della compassione.

    Il primo passo pratico consiste nello "spogliare il cuore da tutte le creature". Gli attaccamenti umani e le "chiacchiere" quotidiane sono visti come ostacoli che fanno perdere tempo e impediscono di scorgere la via indicata da Dio.

Ora affrontiamo la difficoltà interpretativa del linguaggio del primo volume degli scritti di Luisa, che spesso spaventa chi si approccia ad essi.

  • Dio si è riflesso nelle strutture umane (la Santissima Trinità si adombra nella famiglia terrena composta da padre, madre e figlio). Pertanto, i termini usati vanno letti con gli occhi dell'amore e non con categorie umane.

    La Vergine Maria è definita "Regina del Regno della Divina Volontà". Tuttavia, il termine "Regina" non indica una sovrana distante e irraggiungibile, ma va inteso come si intende la "regina della casa", cioè una madre affettuosa, vicina e confidente. Il percorso è, di fatto, un ritorno a casa da figli.

Il punto centrale analizza la frase di Gesù: "Io sono tutto il bello che merito di essere amato", pronunciata subito dopo l'invito a spogliarsi dalle creature (inserendo il proprio nome al posto di quello di Luisa).

  • Se letta con la mentalità del mondo, questa richiesta fa apparire Dio come egoista, geloso e intenzionato a recidere tutti gli affetti terreni (figli, sorelle, genitori, amici).

    La prospettiva corretta è che ponendo questo interrogativo drammatico, si prepara il lettore a comprendere che l'esclusività richiesta da Dio non distrugge gli affetti, ma richiede di essere decodificata oltre la logica puramente umana.


Analizziamo ora la risoluzione del paradosso dell'egoismo divino e spieghiamo l'importanza del silenzio interiore nel cammino della Divina Volontà.

Il dubbio iniziale su un Dio apparentemente egoista che chiede di abbandonare gli affetti viene superato attraverso una comprensione più profonda della frase "Io sono tutto il bello che merito di essere amato".

  • Gesù contiene in sé tutto ciò che occorre per vivere e santificarsi (Corpo, Sangue, Anima e Divinità). Amare Lui significa trovare la fonte di ogni bene non solo per se stessi, ma anche per le persone care.

    Dio non vuole distruggere gli affetti, ma desidera eliminare il "programma del mondo" (che è un programma di morte e rappresenta uno dei nemici dell'anima) per sostituirlo con il Suo programma di vita e di amore.

Si evidenzia come i pensieri continui e disordinati siano il vero impedimento all'azione di Dio nell'anima.

  • Se la mente è costantemente occupata da fantasie, preoccupazioni, rimorsi per il passato o progetti per il futuro (es. pensare a cosa comprare o a quale amica visitare), non rimane spazio interiore per far entrare il Signore.

    Questo continuo "mormorio" nella mente impedisce di sentire chiaramente la voce di Gesù e interrompe il flusso delle sue grazie. Dio bussa continuamente, ma la creatura è troppo distratta per accorgersene.

La comunicazione divina non avviene attraverso i sensi esterni, ma richiede una specifica ascesi della mente.

  • Gesù non chiede di fare silenzio con la bocca per parlare all'orecchio fisico, ma chiede di zittire la mente.

    Liberare la mente dalle ansie permette di vivere nel momento presente. Paradossalmente, solo quando ci si svuota dalle proprie preoccupazioni mentali ci si accorge dei bisogni reali degli altri (come una vicina in difficoltà), trovando il tempo per la vera carità.

Spieghiamo adesso la dinamica concreta con cui Dio trasforma l'anima attraverso l'azione pratica.

  • Avendo riconnesso il corpo con l'anima, Dio entra nella creatura quando questa ascolta e mette in pratica la Sua Parola.

    Ogni volta che si compie un'opera buona, Gesù ripaga l'anima con una "gocciolina" di se stesso, cioè con le sue grazie. Le virtù utilizzate per fare il bene vengono così suggellate e regalate per sempre all'anima (l'autore usa la similitudine del prezzemolo chiesto in dono alla vicina, che una volta inserito nella pietanza diventa proprio).

Dunque, spieghiamo la dinamica del combattimento spirituale, lo svuotamento dei vizi e l'azione pedagogica di Gesù nell'anima.

L'anima può fare spazio a Dio, liberandosi dal "programma del male" (l'io, il mondo e Satana) ereditato con il peccato originale sotto forma dei sette vizi capitali.

  • L'essere umano non possiede virtù proprie; tutto il bene viene da Dio. Per compiere un'opera buona, la creatura prende "a prestito" le virtù divine (come la pazienza o la perseveranza).

    Il programma del mondo è l'esatto opposto di quello divino. Quando si compie un'opera d'amore (carità), si manifesta una virtù che distrugge e dissolve il vizio contrario (es. la pazienza elimina l'impazienza).

    Nel momento in cui il vizio viene eliminato, si crea un vuoto nell'anima. Gesù suggella immediatamente in quel nuovo spazio la porzione di virtù appena utilizzata, regalandola per sempre alla creatura. Più l'opera è grande, più è grande il "demone" del vizio che viene scacciato.

Offriamo ora un'applicazione molto pratica su come liberare il tempo quotidiano per destinarlo ai suggerimenti dello Spirito.

  • Spesso ci si giustifica dicendo di non avere tempo a causa delle troppe cose da fare. Il testo evidenzia che, tolte le cose davvero importanti, la giornata è piena di attività inutili (es. passarsi il tempo dietro a distrazioni superflue). Organizzando bene la giornata, il tempo per il bene avanza.

    Gesù non chiede cose straordinarie, ma di mettere in pratica ciò che la Chiesa insegna da sempre: le opere di misericordia e di carità (es. visitare un genitore o aiutare un'amica bisognosa).

La guida del Maestro divino non si esplicita con una voce udibile, ma attraverso l'ispirazione interiore.

  • Quando si zittisce il mormorio della mente, si comincia a percepire la voce di Dio sotto forma di intuizioni improvvise (es. il pensiero improvviso di una persona che ha bisogno, a cui non si pensava da tempo). È Gesù che indica la via per operare santamente.

    Più si opera il bene, più Gesù versa nell'anima le Sue grazie. Poiché Dio è amore, riempirsi delle Sue virtù significa riempirsi di Lui, arrivando così a innamorarsene veramente.

Il cammino richiede una promessa iniziale ("essere tutta mia"), ma si scontra inevitabilmente con la fragilità umana.

  • Luisa è la prima a sperimentare questa pedagogia e il testo ricorda che la sua vita è stata segnata da sacrifici, mortificazioni e cadute. Cadere all'inizio è normale a causa della nostra debolezza.

    All'inizio del percorso si è vuoti della forza di Dio e pieni del programma del mondo. Tuttavia, è necessario iniziare a compiere i primi sforzi: solo permettendo a Gesù di entrare attraverso le prime opere buone, Egli potrà comunicare all'anima la forza divina necessaria per vincere definitivamente il male.

Illustriamo adesso la presa in carico dell'anima da parte di Gesù come "Regista" e la dinamica della liberazione interiore nei primi volumi.

Si introduce una svolta radicale nel cammino spirituale: la consegna totale della propria esistenza alla guida divina.

  • Poiché Gesù ha già vinto, l'anima che utilizza le Sue virtù assicura la sconfitta del male. Le virtù divine esorcizzano i vizi in modo diretto.

    Non serve correre da sacerdoti, carismatici o esorcisti, perché l'esorcista per eccellenza è Gesù stesso.

    Da questo momento, Gesù assume la regia completa della vita della creatura. Ogni situazione, mortificazione o evento quotidiano è stabilito e organizzato da Lui per condurre l'anima alla santificazione per la via più breve.

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