Studio dei libri di Cielo parte 5
Nei Libri di Cielo, Gesù spiega che la conoscenza scientifica e intellettuale è solo la "scorza" o l'involucro esterno del Suo progetto. Il passaggio dalla scienza al possesso della Vita Divina è paragonabile alla differenza che passa tra lo studiare la descrizione di un banchetto e il sedersi a tavola per mangiare. Uno. Dalla Conoscenza degli "Effetti" alla Conoscenza della "Causa". La scienza studia le leggi della natura (gli effetti), ma non possiede la Forza che le ha create (la Causa). Gesù dice a Luisa che l'uomo può conoscere perfettamente come funziona la luce del sole (scienza), ma solo chi vive nella Divina Volontà diventa sole. Il passo successivo è passare dall'essere "osservatori" delle opere di Dio, ad essere "possessori" della Sua stessa potenza creativa. Due. La Scienza come "Piedistallo" per il Dono. Gesù spiega che tutte le conoscenze umane e scientifiche accumulate nei millenni servono da piedistallo. Dio ha permesso che l'uomo scoprisse i segreti della materia per preparare un trono degno alla Divina Volontà. Una volta che l'intelletto è pieno di verità (scientifiche e religiose), l'anima è pronta per il passo finale: non più "capire" Dio, ma far agire Dio in se stessa. La scienza prepara l'intelligenza, ma il Dono della Divina Volontà invade la volontà, che è il centro di comando dell'uomo. Tre. Il Passaggio dal "Sapere" al "Generare". Nei Libri di Cielo, Gesù usa un concetto rivoluzionario: chi vive nel Suo Volere non solo conosce le verità divine, ma le genera insieme a Lui. Uno scienziato può capire una legge fisica, ma non può crearla. L'anima che possiede la Vita Divina, invece, quando compie un atto nel "Fiat" (anche un semplice respiro), sprigiona una potenza che crea nuova luce e nuova vita divina nel mondo. Questo è il vero possesso: avere in sé la stessa capacità generativa di Dio. Quattro. La fine del "Limbo" intellettuale. Gesù dice che l'uomo, pur con tutta la sua scienza, senza la Divina Volontà vive in un "limbo" di insoddisfazione. Ha scoperto come sono fatte le stelle, ma sente ancora il vuoto nel cuore. Il possesso della Vita Divina è la soluzione all'inquietudine. Quando la Volontà Divina prende possesso della creatura, l'anima non ha più bisogno di cercare fuori di sé, perché trova tutto l'Infinito dentro di sé. La scienza diventa allora "sapienza vissuta". Cinque. Il compimento del "Capolavoro". Gesù spiega a Luisa che il progetto iniziale era che l'uomo fosse un "Dio per partecipazione". La scienza ha ricostruito la struttura esterna dell'uomo (la "bella statua" di cui parlavi), ma solo il possesso della Vita Divina soffia in questa statua lo spirito vitale che la rende viva, divina e operante come il suo Creatore. In sintesi: Se la scienza è il traguardo dell'intelligenza umana, il possesso della Vita Divina è il traguardo dell'amore e dell'essere. È il momento in cui l'uomo smette di studiare Dio e inizia a essere Dio per grazia. Riassumendo, i punti chiave della riflessione che vede nel progresso tecnologico e scientifico la prova della "discesa" del Cielo sulla Terra sono: Primo. Le invenzioni moderne (computer, telefoni) non sono solo frutti dell'ingegno umano, ma grazie divine che, una volta rese pubbliche, diventano patrimonio comune. Queste scoperte ci rivelano che ciò che troviamo "fuori" in realtà esiste già dentro di noi. Secondo. Il nostro corpo è stato progettato da Dio come uno strumento capace di gestire e utilizzare tutta la Sua Potenza. Attraverso il Dono della Divina Volontà, Dio ci sta svelando le piene potenzialità di questo "progetto" che finora avevamo usato solo in minima parte. Terzo. Il "Cielo" (il mistero celato di Dio) si è già riversato totalmente nell'umanità attraverso le scienze. Oggi la conoscenza di ciò che Dio è risiede già nella "Terra" (il nostro corpo materiale), rendendo l'uomo sapiente anche se ancora immerso nel programma del mondo. Quarto. Il cammino dell'umanità è arrivato al punto in cui tutte le conoscenze sono state trasmesse. Ora, il Dono della Divina Volontà serve a innestare la connessione diretta con Dio, in questa struttura umana ormai pronta e istruita, per passare dal semplice "usare" le conoscenze al "vivere" la Vita Divina. In sintesi, Dio ha preparato l'umanità rendendola depositaria di tutta la Sua sapienza attraverso il progresso; ora il Dono della Divina Volontà è la "chiave" per attivare questa sapienza in modo divino e consapevole. Riassumendo, i punti chiave della riflessione che identifica l'epoca attuale come un momento di svolta radicale per l'umanità sono: Uno. Come la nascita di Gesù ha segnato l'anno zero e ha cambiato il mondo (Secondo Fiat), oggi viviamo il tempo del Terzo Fiat. È un punto di svolta in cui l'umanità viene "rivoltata" per entrare in una nuova era. Due. Sotto la guida di Gesù e Maria, il Dono della Divina Volontà offre un cammino accelerato. Non è più il percorso lento delle devozioni tradizionali, ma una via diretta per reintegrare l'uomo nel progetto originale di Dio. Tre. Le conoscenze divine (le scienze) si sono riversate sulla terra, ma l'uomo le sta usando per compiere "scempi". Il Dono serve a ricollegare questo potere umano alla sua fonte divina. Quattro. Gesù spiega nei Libri di Cielo che le pratiche religiose abituali (messa domenicale, precetti, confessioni periodiche) sono preziose ma insufficienti in questo nuovo tempo. Quel cammino richiederebbe secoli per raggiungere la conoscenza e la santità che il Dono della Divina Volontà permette di ottenere ora in modo immediato. In sintesi, siamo in un'epoca di trasformazione totale: Dio chiama l'umanità a lasciare il passo lento delle vecchie abitudini per correre sulla via del Suo Volere, portando a compimento la storia. Riassumendo, i punti chiave della riflessione che mette in luce l'urgenza e la potenza del nuovo cammino sono: Primo. Gesù ci offre nei Libri di Cielo una via privilegiata. Se la Chiesa finora ha viaggiato su una "autostrada", qui siamo alla velocità della luce (una via aerea o spaziale). Ciò che prima richiedeva secoli di sforzi, ora può essere compreso in un istante grazie alla rivelazione diretta di Dio. Secondo. Il mondo è già interamente connesso e modernizzato (fibra, internet, scienza). Anche chi non conosce Dio ha ricevuto, attraverso il progresso, la "completezza delle conoscenze". La "statua" dell'uomo è pronta, l'hardware è istruito; manca solo l'attivazione spirituale. Terzo. Il passaggio fondamentale è semplicissimo: un cambio di mentalità. Bisogna abbandonare il "programma del mondo" e affidarsi al "programma di santità". Gesù ha già preparato tutto; noi dobbiamo solo "cambiare gestore", consegnando la nostra volontà nelle Sue mani. Quarto. Nell'Appello del Re Divino: Gesù ci dice: "Ho già fatto tutto io". Il programma che contiene tutti gli atti necessari per convertirsi, redimersi e santificarsi è già pronto e operativo. Tuttavia, Dio non può imporlo: spetta a noi accettare di usare quegli atti per farli nostri. In sintesi, il tempo è maturo perché tutto è già stato rivelato e preparato da Dio. Ora tocca alla creatura fare l'ultimo passo: smettere di agire da sola e lasciare che il Programmatore Divino faccia girare il Suo software di santità in noi. Riassumendo, i punti chiave della riflessione che mette al centro la conversione come porta d'accesso al Dono sono: Uno. Gesù ha già prodotto gli atti santi e di redenzione, ma l'uomo deve aggiungere l'ultimo tassello: la conversione. Senza questo "cambio di mentalità", non si può usufruire del lavoro già compiuto dal Programmatore Divino. Due. Convertirsi significa smettere di agire secondo le logiche umane per abbracciare i modi di Dio. Vivendo la quotidianità in questa nuova ottica, la vita stessa diventa un processo di purificazione e santificazione. Tre. Come leggiamo nell'Appello Divino, a Dio non interessa il nostro passato o i nostri peccati. Egli non ha distrutto l'umanità perché attendeva questo momento: il tempo del Dono della Divina Volontà. Quattro. La rivelazione finale ci rende coscienti di una verità sconvolgente: con il cambio di mentalità, il nostro corpo arriva a contenere gli stessi benefici della vita di Gesù. Il Dono ci trasforma in "altri Gesù" sulla terra, portando a compimento il progetto originale. In sintesi, la conversione è la chiave per "sbloccare" in noi il software divino. Dio ci chiama a dimenticare chi siamo stati per scoprire chi siamo veramente: esseri divinizzati che operano con la Sua stessa potenza. Riassumendo, i punti chiave della riflessione, che segna il passaggio dall'era della mescolanza all'era del compimento divino sono: Primo. Finora il grano e la gramigna (il bene e il male, il programma divino e quello del mondo) hanno convissuto perché l'umanità doveva maturare e ricevere tutte le conoscenze. Ora che l'uomo è istruito, è giunto il tempo di estirpare ciò che è inutile per far regnare solo il "grano" di Dio. Secondo. Il Dono della Divina Volontà rivela alla creatura chi è veramente. Rendendola consapevole del suo valore, le permette di operare come Gesù: non solo per la propria salvezza, ma per quella di figli, parenti, avi e posteri, eliminando i "demoni" dei vizi e delle tendenze umane. Terzo. La Divina Volontà non è una novità passeggera, ma il compimento definitivo del progetto di Dio. È l'ultima tappa della storia: chi la accoglie imitando la vita di Gesù apporta benefici infiniti a se stesso e all'intera umanità. Quarto. Mentre il mondo progettato dall'uomo corre verso guerre e distruzioni, Gesù sta preparando in silenzio un'Era d'Amore. Lo fa insieme ai "figli fedeli" che ogni giorno accolgono e metabolizzano le Sue conoscenze, dando alla propria vita la stessa valenza di quella di Gesù. In sintesi: siamo chiamati a un cambio di mentalità totale per passare dalla sopravvivenza nel peccato, alla gloria di essere co-redentori con Cristo, portando finalmente a compimento il disegno d'amore del Padre. Ecco un riassunto che cattura il cuore del messaggio, focalizzandosi sulla trasformazione radicale della vita quotidiana in vita divina: Uno. L'obiettivo fondamentale non è aggiungere altre preghiere, ma cambiare mentalità. Non si tratta più di "fare" delle cose per Dio, ma di permettere a Dio di farle in noi, abbandonando i modi limitati del mondo per abbracciare i modi infiniti di Dio. Due. Quando si vive nella Divina Volontà, ogni azione biologica o quotidiana, respirare, dormire, mangiare o lavarsi, perde la sua natura puramente umana per diventare un atto divino. In questo stato, il corpo diventa una sorgente attiva 24 ore su 24 che produce salvezza e santità per l'intera umanità passata, presente e futura. Tre. Il Dono non consiste nel moltiplicare gruppi di preghiera o nuove formule devozionali. La vera opera inizia nel quotidiano: se il lavoro e le azioni più umili non sono unite alla Volontà Divina, la preghiera da sola resta monca. È l'unione di opere e preghiera nel "Fiat" che genera la vera vita spirituale. Quattro. Gesù insegna che un solo istante vissuto nel Suo Volere vale più di cent'anni di sforzi umani. La via privilegiata è proprio questa: trasformare il proprio esistere in un atto continuo di amore e redenzione, dove anche l'atto più banale (come aprire l'acqua) ha la stessa valenza salvifica degli atti di Cristo. In sintesi, il Dono della Divina Volontà è la chiamata a essere "altri Gesù" operanti nel mondo, dove la santità non è più una meta lontana da raggiungere con faticose pratiche, ma una realtà presente in ogni battito del cuore per chi accetta di cambiare "gestore" e vivere nel Fiat. Ed ecco il riassunto finale che mette in guardia dalle trappole del formalismo, per puntare all'essenza dell'Amore: Primo. Il Dono della Divina Volontà non è una serie di "formule magiche" o preghiere rigide da recitare al risveglio. Fossilizzarsi sui precetti esterni è come il comportamento dei farisei: si rischia di curare l'apparenza e l'abito, dimenticando che Dio guarda al cuore. Secondo. Non sono i titoli o gli abiti a fare il santo in questo tempo, ma la conoscenza che diventa coscienza. Senza un vero cambio di mentalità, anche dieci miliardi di rosari non produrranno la meraviglia che Dio ha preparato per noi. Terzo. La natura di Dio è amore purissimo, senza doppi fini o aspettative. Dio è comunicativo: tutto ciò che ha e che fa, lo dona continuamente. Entrare nella Sua Volontà significa entrare in questa stessa dinamica di dono disinteressato. Quarto. L’Equazione Divina (Amore = Volontà). La volontà nasce dal desiderio. Se io cambio il mio modo di pensare e faccio sì che ogni mio desiderio nasca dall’Amore disinteressato, allora i miei desideri diventano divini. Poiché l'Amore è Dio, vivere per il puro piacere di amare significa vivere nella Divina Volontà. In sintesi: Amore = Dio e Desiderio = Volontà. Se il motore dei tuoi desideri è l'Amore, tu sei già in Dio e la tua vita diventa un atto divino, libera da catene e formalismi umani.
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