Appello materno parte 1

Bisogna instaurare un rapporto filiale e concreto con Maria, trattandola con la stessa confidenza che si ha con una madre terrena. Il cuore di questo legame è la fedeltà a un programma di santità che consiste nell’imitare i modi di vivere di Gesù e Maria.

La conversione è una vera e propria nascita alla vita spirituale: un cambiamento radicale in cui si abbandonano le logiche del mondo e i propri vizi per assumere gli atteggiamenti santi manifestati da Gesù durante la sua vita terrena. Maria assicura la sua presenza costante nell'anima di chi sceglie questo percorso, aiutando la creatura a riflettere nel quotidiano i "modi dell'ambiente divino".


Il concetto di vita spirituale non è una serie di semplici comportamenti, ma l'essenza stessa di Dio.

  • Negli scritti, Luisa Piccarreta, spiega che Dio non ha un corpo materiale, ma è i suoi modi e le sue virtù. Cambiare i propri atteggiamenti per imitare quelli di Gesù significa, letteralmente, accostarsi alla vita divina.

    Gesù è venuto sulla terra per mostrare i "modi" del Padre. Agire con virtù invece che con volgarità ci permette di riflettere l'immagine di Dio.

    Da 2000 anni le anime si nutrono dell'Eucaristia (Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Cristo) per rendere possibile questa trasformazione.

    Quando decidiamo di convertirci, l'umanità di Gesù "nasce" in noi come un neonato. Tuttavia, essendo ancora legati alle abitudini del mondo, non siamo subito capaci di produrre da soli il "cibo" (ovvero gli atti divini) necessario per farlo crescere.


Maria ha un ruolo fondamentale per sostenere la nascita e la crescita della vita spirituale nell'anima.

  • Quando la vita spirituale (simboleggiata da Gesù "bambinello") nasce in noi, Maria si stabilisce nella nostra anima. Il Padre le ha concesso di abitare accanto a ogni creatura per aiutarla a crescere e nutrire questa nuova vita.

    Gesù ha vissuto sulla terra per creare un modello di santificazione. La nostra vita spirituale consiste nell'imitare i suoi atti, partendo innanzitutto dalla sua Passione.

    I primi volumi degli scritti di Luisa (fino al sesto circa) sono focalizzati sulla purificazione. È necessario "sfrattare" il nemico (il male o l'egoismo) che occupa abusivamente l'anima, affinché essa diventi un luogo degno per la Santissima Trinità.

    Poiché Gesù nell'anima è come un neonato, ha bisogno di essere nutrito e accudito da Maria e dalla nostra cooperazione per poter crescere e non restare piccolo.


Maria ha un’importanza vitale nel delicato passaggio dalla vita mondana a quella spirituale.

  • La vita spirituale appena nata (Gesù Bambinello) è fragile. Poiché il suo unico cibo è la Volontà di Dio e noi siamo ancora abituati ai modi del mondo, rischiamo di far morire questa vita per mancanza di nutrimento spirituale.

    Maria allora viene ad abitare nell'anima per supplire alle nostre carenze. Finché non siamo capaci di produrre atti divini, è lei che nutre Gesù in noi, garantendo che la nostra conversione non fallisca a causa dei nostri errori iniziali.

    Il passaggio dai modi del mondo a quelli divini non è immediato; richiede attenzione costante e allenamento. Bisogna imparare a filtrare ogni azione (parole, scelte, svaghi) confrontandola con i modi santi manifestati da Gesù e Maria.

    La conversione è descritta come una fase di "sballamento" in cui dobbiamo gradualmente abbandonare le vecchie abitudini per assumere il modello di vita divina, riferendo ogni aspetto del quotidiano alla volontà del Padre.



Il ruolo attivo e pedagogico di Maria è fondamentale nel processo di trasformazione interiore.

  • Maria non è una figura distante, ma si stabilisce personalmente nell'anima di chi accoglie Gesù. Come una madre terrena, è pronta a correggere, istruire e rialzare il figlio nei suoi inevitabili errori.

    Maria promette di restare per sempre nell'anima come maestra e modello a una condizione: che la creatura le assicuri il suo amore filiale, la riconosca come madre e si impegni a esserle fedele.

    Il cambio di mentalità non è indolore. Richiede sacrifici e una vera lotta per "sfrattare" i tre occupanti abusivi dell'anima: i modi del mondo, i modi dell'io e i modi di Satana.

    Chi ci abita, ci anima: noi siamo "animati" da chi occupa il nostro interno. Se viviamo secondo i modi del mondo o dell'egoismo, consegniamo la nostra vita a dei "re fasulli". Solo sostituendo questi modelli con la Volontà di Dio possiamo essere realmente animati da Lui.

Mettiamo ora a fuoco la consapevolezza necessaria per la liberazione interiore e il compimento del progetto di Dio. Spesso non ci accorgiamo di essere animati da modi di fare negativi (del mondo, dell'io o di Satana) perché li scambiamo per la nostra stessa identità. Dio, rivelandosi nei suoi scritti, ci dona la pedagogia per riconoscere questi "parassiti" che usano i nostri doni per vivere la loro vita in noi.

La rinuncia a Satana, promessa nel Battesimo dai genitori, deve diventare una scelta volontaria e consapevole. Non si tratta solo di parole, ma di un atto pratico: rinunciare ai modi del mondo per assumere i modi di vivere divini.

Il progetto iniziale di Dio — creare l'uomo a sua immagine e somiglianza — può essere completato solo con il nostro consenso. Dio ha bisogno della nostra volontà per liberarci e restaurare la sua immagine in noi.

Cambiando concretamente il modo di parlare, pensare e agire, stiamo dicendo a Dio nei fatti: "Rinuncio". Ogni piccolo cambiamento verso la santità è una dichiarazione di libertà dal male.

Sottolineiamo ora il valore della libertà umana e il ruolo dei libri di Luisa Piccarreta come strumento pratico per il cambiamento.

  • Dio non forza nessuno; spetta alla creatura la libertà di aderire o meno al "programma di santità". Maria bussa alla porta del cuore aspettando che le venga aperto.

    Maria stessa consegna simbolicamente questi scritti per insegnarci a vivere di Cielo e non più di terra. Il fine del libro è aiutare l'anima ad abbandonare i modi del mondo (la volontà umana) per imparare i modi di Gesù (la Volontà Divina).

    Gesù chiede lo scambio delle volontà ("Dammi la tua, ti do la mia"), mentre Maria lo spiega come un processo educativo ("Impara a vivere di Cielo"). Entrambi puntano allo stesso obiettivo: farci entrare nel Regno della Divina Volontà.

    Non servono opere straordinarie. Gesù ha già preparato tutto; l'unico sforzo richiesto è il cambio di mentalità. Nonostante possa sembrare "troppo facile", la vera sfida sta proprio nel decidere di cambiare il modo di pensare e agire.

Nel prossimo passaggio affrontiamo il paradosso tra la semplicità del dono di Dio e le resistenze umane.

  • Contrariamente a quanto si possa pensare, vivere nella Divina Volontà non richiede sacrifici sovrumani o "magie". Gesù rassicura: "Voi non siete capaci di fare nulla da soli", perciò Egli ha già preparato tutto. Chiede solo di ascoltare e imitare la sua Passione.

    Il vero impegno non sta nel fare cose difficili, ma nello spogliarsi dei modi del mondo. La porta è stretta perché richiede di liberarsi da idoli, attaccamenti, ideologie e "falsi amori" di cui il mondo ci ha riempito.

    Solo Dio basta: non serve altro che Lui. Il dono della Divina Volontà arriva oggi perché i tempi sono maturi nel cammino storico dell'umanità iniziato con la Creazione.

    Non siamo al mondo solo per accumulare esperienze materiali, viaggiare o comprare oggetti per essere felici. Comprendere il vero motivo per cui siamo qui rende molto più semplice accogliere il messaggio quotidiano di Gesù.

Il prossimo passaggio chiarisce il fine ultimo dell'esistenza umana e il progetto originale di Dio per l'uomo.

  • Dio ha creato l'uomo dotandolo di un corpo e di un'anima capaci di ricevere e manifestare la vita divina. Non essendo noi della stessa natura di Dio, Egli ci rende figli adottivi attraverso le virtù di Suo Figlio naturale, il Verbo.

    Per partecipare alla famiglia divina, dobbiamo assorbire i "modi" e le virtù di Gesù, che è la perfetta manifestazione della Volontà del Padre. Il nostro scopo sulla terra è manifestare la presenza di Dio in noi attraverso il nostro corpo e le nostre azioni.

    In origine, la crescita fisica dell'uomo e la sua crescita spirituale (l'immagine di Dio in lui) dovevano procedere di pari passo. Se Adamo non avesse disobbedito, al raggiungimento della maturità corporea sarebbe corrisposta la piena maturità spirituale, rendendo l'uomo un "uomo-Dio".

    Gesù rappresenta ciò che Adamo avrebbe dovuto essere. Egli è venuto a restaurare questo legame, mostrandoci come un'umanità possa vivere pienamente animata dalla Volontà Divina.

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