Appello al Re Divino parte 3
La Mamma Celeste gioca un ruolo attivo e instancabile. Conoscendo l'immenso bene di questo Regno, Ella "gira tra i popoli" e appare in ogni nazione per preparare i cuori a ricevere il dominio dell'Amore. Il suo scopo è appagare i desideri di Dio e far cessare il Suo pianto.
Il traguardo finale è ricevere la Volontà di Dio non come una regola esterna, ma come la vita stessa.
Attraverso l'aiuto di Maria, l'umanità è chiamata a deporre l'egoismo per entrare in una nuova era di pace, dove l'Amore regna come unica legge.
Come i suoi primi 15 anni di vita santa hanno anticipato la venuta del Messia, oggi Maria prepara i popoli alla "seconda venuta" di Gesù nell'anima. Ella è la via che conduce a Gesù, disponendo i cuori attraverso il Rosario, che ripercorre i misteri della Sua vita per istruirci verso la Verità.
Dio esorta a leggere i "libri di cielo" con estrema attenzione, non come un compito distratto. Ogni parola contiene "tutto Dio". Durante la lettura, Gesù promette di stare vicino a noi, toccando mente e cuore per darci la luce necessaria a comprendere e decidere di vivere nel Suo Fiat Divino.
Lo scopo di questa lettura è far nascere nell'anima il bisogno irresistibile di vivere d'amore. È un invito a dire "Sì" a questo dono, passando dal semplice desiderio alla decisione concreta di trasformare la propria esistenza. Sebbene i numerosi volumi rivelino tutti i misteri del Cielo, il loro scopo fondamentale è unico e semplice: svuotare l'anima dall'umano per riempirla del Divino. È un processo di purificazione e riempimento che porta l'essenza di Dio nell'uomo.
L'anima è come un contenitore già pieno; se non viene svuotata dal male, non c'è spazio per l'amore di Dio. Mettere in pratica le istruzioni dei volumi serve proprio a creare quel "varco" necessario affinché Dio possa entrare. Lo "svuotamento" riguarda il nostro passato, inteso come l'insieme di tutti i peccati e i modi di fare mondani che abbiamo accumulato. Questo passato rappresenta l'immagine del mondo che abbiamo impresso nell'anima.
La conversione non è solo un proposito, ma un cambio di rotta concreto. Se prima camminavamo verso il mondo, l'incontro con Gesù ci fa fare un'inversione a U. Mentre il tempo cronologico continua ad andare avanti, la nostra anima inizia a ripercorrere la strada in senso opposto, ma questa volta in compagnia di Dio.
Camminando con Dio verso questa nuova direzione, le Sue fiamme d'amore avvolgono e cancellano il nostro passato. Gesù si prende carico di ciò che siamo stati, eliminando i vecchi vissuti malvagi man mano che camminiamo con Lui. Vivere la quotidianità con i "modi divini" mentre si studiano i volumi agisce come un esorcismo continuo: l'amore che entra vince il male che c'era, purificando l'anima capitolo dopo capitolo.
In sintesi, il cammino nella Divina Volontà è un processo dinamico: più ci inoltriamo nella conoscenza di Dio, più Lui ripercorre e cancella la nostra vecchia storia, trasformando il nostro passato di fango in un presente di luce.
Ciò che ci rende inquieti e infelici è il peso del nostro passato e delle nostre colpe. Gesù propone un patto: se noi iniziamo a camminare con Lui, seguendo le Sue istruzioni mattutine durante tutta la giornata, Lui si impegna a bruciare e cancellare ogni traccia del nostro vissuto negativo. La conversione è un'inversione di marcia. Mentre noi cambiamo mentalità e direzione, Dio approfitta di questo "varco" per entrare nella nostra anima e riempirla di Sé. Il processo è simultaneo: più ci si purifica dal passato, più ci si riempie di Dio.
Già dai primi volumi, l'anima è chiamata a confrontarsi con la realtà. Ogni capitolo funge da "specchio" in cui l'umanità di Gesù e Maria ci mostra quanto i nostri modi attuali siano diversi dai Loro, mettendoci di fronte ai nostri "idoli" e alle nostre responsabilità.
Sebbene l'esperienza sia straordinaria, il testo non nasconde le difficoltà. Abbandonare le vecchie abitudini e i modi di vivere consolidati per abbracciare la vita divina richiede una vera battaglia spirituale, poiché non è facile distaccarsi da ciò che siamo stati fino ad oggi.
In sintesi, il cammino è una lotta d'amore: Dio fa la parte più grande cancellando il male, ma all'uomo è chiesto il coraggio di guardarsi dentro, riconoscere i propri errori e perseverare nel cambio di rotta.
Dio desidera il compimento del Suo progetto più di quanto lo desideriamo noi. Per questo, non ci lascia soli: ci fornisce ogni aiuto possibile per superare gli ostacoli e trasformare anche la sofferenza del cambiamento in un'esperienza di gioia. Anche se estirpare le vecchie abitudini (i "demoni") può sembrare difficile, Gesù mette a nostra disposizione i Suoi stessi atti già compiuti. Nel momento del bisogno, l'atto divino interviene e rende semplice ciò che umanamente appare impossibile.
Come nei miracoli del Vangelo, tutto dipende dal "credere". La fede non è solo un sentimento, ma una fiducia totale nelle parole dell'Appello del Re Divino. Senza questa fiducia, non possiamo percepire né ricevere l'operato di Dio in noi.
Il percorso, pur sembrando una vetta insormontabile, diventa semplicissimo se ci si mette nelle mani di Dio. Il compito dell'uomo è abbandonarsi e lasciare che sia Lui a operare, fidandosi del fatto che tutto è già stato preparato 2000 anni fa.
Il segreto per vivere nella Divina Volontà non è lo sforzo umano, ma una fede incrollabile che permette a Dio di plasmarci liberamente a Sua immagine.
In conclusione, l'appello del Re Divino e di Maria è un invito alla metamorfosi: attraverso lo studio attento e l'aiuto materno della Vergine, l'uomo può finalmente smettere di vivere secondo il mondo e iniziare a respirare la vita stessa di Dio.
Approfondiamo ora il testo dell’Appello del Re Divino.
Dio che non è più un giudice distante, ma un Padre "affogato" d'amore che cerca disperatamente la compagnia dei figli.
Come abbiamo visto, non si tratta di una visita passeggera. Dio viene per "far vita insieme". Questo stravolge l'idea di una fede fatta di soli riti o letture: è una fusione quotidiana dove i Suoi desideri (la Sua Volontà) diventano i nostri.
Tutto ciò che Gesù ha sofferto, il sangue, le pene, la morte, non è solo un ricordo storico, ma un "patrimonio operativo" pronto all'uso. La Sua morte serve a far morire la nostra volontà umana (l'ego) per far risorgere in noi la vita divina.
Nel Dono "Tutto è Pronto". Questo è un punto cardine: Gesù afferma di aver già preparato tutto (grazie, luce, forza). Non dobbiamo inventare nulla o compiere sforzi sovrumani; gli strumenti per la nostra "santità primiera" sono già a disposizione, pronti per essere prelevati attraverso la fede e la lettura attenta.
Dio aspetta la parte nostra. Lui ha compiuto l'opera massima 2000 anni fa, ma ora rispetta la nostra libertà. La "nostra parte" è semplicissima ma decisiva: accettare il dono, desiderarlo e mettere in pratica quelle "lezioni di cielo" che abbiamo riassunto. È il passaggio dalla teoria alla vita vissuta.
L'Unicità del Momento, sottolinea la gratuità del dono oggi. Se in passato la santità era una scalata faticosa, ora è un "risorgimento" offerto a chiunque abbia il coraggio di gettarsi nelle Sue braccia, lasciando che il Suo amore bruci il passato.
In definitiva, questo testo è un invito all'azione immediata: il Padre ha già fatto il primo, immenso passo; ora attende solo il nostro "Sì" per iniziare a camminare insieme.
L'Appello del Re Divino presente nei volumi di Luisa Piccarreta, condensa la promessa di un rinnovamento radicale dell'anima.
Primo. Il mare che cancella il passato. Qui troviamo la conferma del concetto di "smemoramento" che abbiamo discusso. Dio non si limita a perdonare; Egli promette di seppellire e bruciare i peccati e le colpe. Come hai sottolineato nei riassunti, questo serve a togliere all'anima il peso dell'indegnità, permettendole di correre verso il Padre senza la paura del giudizio.
Secondo. L'offerta di una "Nuova Vita". Non si tratta di aggiustare la vecchia vita, ma di iniziarne una "tutta di Volontà mia". È quell'inversione a U di cui parlavamo: lasciare la strada dell'io (la volontà di morte conquistata nel mondo) per entrare nella strada dell'Amore Divino.
Terzo. L'invito alla reciprocità ("Sommo accordo"). Dio si offre come Padre presente, ma pone un'unica, dolcissima condizione: il "sommo accordo". Vivere con una sola Volontà significa che non ci deve essere più divisione tra il desiderio di Dio e quello del figlio. Se noi gli diamo la nostra volontà (i nostri desideri di morte), Lui ci ricambia con la Sua, che è vita e felicità.
Quarto. La domanda sull'ingratitudine. Il testo chiede: "Chi avrà cuore di farmi un rifiuto?". Questo richiama il concetto della fede e del desiderio come motori del cammino. Il dono è gratuito e immenso (come i santi stessi testimoniano dai tuoi riassunti), quindi rifiutarlo sarebbe l'unica vera tragedia per l'anima.
Quinto. L'essenza del Dono. Il brano ribadisce che il fine ultimo è la comunione: "Io rimarrò con voi". Dio non vuole essere un visitatore, ma un coinquilino dell'anima, il Maestro che insegna ogni giorno a vivere d'amore.
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