Studio dei libri di Cielo parte 2

 Vivendo nel Volere Divino, l'anima inizia a sentire come propri i beni di Dio: la Sua pace, la Sua santità, la Sua gioia. Non chiede più "briciole" di grazia, ma agisce come padrona in casa propria.

In questo stato di regalità ritrovata, l'anima esercita il suo triplice ufficio:

  • Primo, quello di Re, dominando se stessa e tutto offre a Dio.

    Secondo, quello di Sacerdote, trasformando ogni azione (anche la più piccola come respirare o mangiare) in un sacrificio di lode e adorazione.

    Terzo, quello di Profeta, annunciando con la propria vita la presenza e il progetto del Regno di Dio sulla terra.

In sintesi, recuperare la regalità significa passare dalla condizione di "schiavi di noi stessi" a quella di "figli-re" che regnano insieme al Padre.

Ecco un riassunto dei punti chiave sulla natura dell'uomo e il suo rapporto con la Creazione:

  • Primo. L’Origine Eterna e l’Individuazione: Noi non veniamo dal nulla, ma esistiamo in Dio dall'eternità. Dio ci ha resi "individui" visibili e unici affinché potessimo partecipare attivamente alla vita della Famiglia Divina (la Trinità).

    Secondo. L’Uomo come Sintesi di Dio: Mentre negli elementi del creato (animali, piante, minerali) Dio ha distribuito i Suoi singoli attributi, nell’uomo Egli ha concentrato Se stesso. L’uomo è il riassunto dell'intera creazione e l'immagine vivente di Dio.

    Terzo. Il Mondo come Nutrimento Spirituale: Il corpo e il mondo creato servono a nutrire la vita spirituale. Adamo doveva passeggiare nel creato per "assorbire" e suggellare in sé l’immagine di Dio attraverso le opere divine, diventando così una "persona divina".

    Quarto. L’Universo Interiore: Poiché tutto ciò che Dio ha riversato nella creazione è concentrato nell’uomo, esiste una corrispondenza perfetta: quello che vediamo fuori di noi, in realtà, vive dentro di noi.

In breve: l'uomo è stato creato come un "figlio-re" con il compito di assimilare la divinità attraverso il contatto con il creato, portando dentro di sé l'intero universo come specchio di Dio.

Nei Libri di Cielo, Gesù insegna a Luisa che la Creazione è come un "libro aperto" o un immenso specchio in cui Dio ha scritto il Suo Amore. Per "leggere" questi attributi e tornare al progetto iniziale, l'anima deve compiere quello che Gesù chiama il "Giro nella Creazione".

Ecco come si può fare oggi, concretamente, secondo gli insegnamenti del Volere Divino:


Bisogna riconoscere il "Ti Amo" di Dio in ogni cosa.

Gesù spiega che in ogni cosa creata (dal sole al granello di sabbia) è nascosto un atto della Sua Volontà che grida: "Ti amo".

  • Nel Sole: Leggiamo la Sua luce infinita, la Sua fecondità e il Suo amore che si dà a tutti senza esaurirsi.

    Nel Mare: Leggiamo la Sua immensità e la Sua purezza.

    Nel Vento: Leggiamo la Sua forza imperiosa che tutto investe ma resta invisibile.

    Nel Fiore: Leggiamo la Sua bellezza e il Suo profumo che rapisce.

Bisogna anche fare la "Reciprocità" (Il Contro-Amore).

Leggere non basta; l'uomo è stato creato per rispondere. Adamo, passeggiando nel creato, metteva il suo "Ti amo" sopra quello di Dio. Oggi noi possiamo fare lo stesso:

  • Quando guardi il cielo, puoi dire: "Signore, vengo nel Tuo Fiat per imprimere il mio 'Ti amo', la mia lode e il mio ringraziamento in ogni stella e in tutta l'estensione dell'atmosfera".

    In questo modo, tu "vedi" (usi i tuoi sensi) per riportare a Dio la gloria che Lui ha messo in quelle cose. Questo è il modo in cui l'uomo "assorbe" l'immagine di Dio e Gli restituisce l'onore di Re della Creazione.

Dobbiamo diventare la "Voce" del Creato muto.

Il creato è perfetto ma "muto": il sole non ha una volontà umana per dire consapevolmente "Grazie" al suo Creatore. L'uomo è stato creato per essere la parola di tutta la creazione.

  • Leggere gli attributi di Dio significa prestare la propria volontà e la propria voce agli elementi. Quando tu ammiriamo un tramonto nella Divina Volontà, è come se l'intero universo stesse adorando Dio attraverso di noi.

Infine pensiamo alla Centralizzazione (Tutto è dentro di noi).

Siccome l'uomo è un microcosmo che contiene tutto, questo "leggere" non è un esercizio verso l'esterno, ma un viaggio interiore.

  • Gesù dice a Luisa che l'anima che vive nel Suo Volere sente in sé la fermezza del cielo, la luce del sole, l'estensione dei mari.

    Tornare al progetto iniziale significa smettere di sentirsi "separati" dalla natura e tornare a sentirsi un solo Fiat con tutto ciò che Dio ha creato.

Perché è importante oggi?

Perché oggi l'uomo guarda la creazione per sfruttarla o per studiarla solo scientificamente (Darwin, il caso, ecc.). I Libri di Cielo ci chiamano a un salto di qualità: guardare la creazione come una lettera d'amore del Padre. Leggendo questa lettera, l'anima si nutre di Dio, "divinizza" i propri atti e accelera il ritorno del Regno sulla terra

Riflettiamo ora sulla "funzione di lettura" del corpo umano nel progetto originario.

  • Il nostro corpo, essendo composto dai tre regni (minerale, vegetale e animale), funge da ponte tra il mondo e l'anima. Attraverso i sensi, specialmente la vista, l'uomo opera come un lettore che estrae il significato divino dalle immagini del creato.

    Adamo, guardando il mondo, non vedeva solo materia. Osservando i fiori, "mangiava" e suggellava in sé la Bellezza di Dio; guardando le montagne, assorbiva la Sua Maestosità. Ogni immagine era un nutrimento spirituale per la sua anima.

    Il progetto iniziale prevedeva che l'uomo, godendo delle meraviglie esterne, le interiorizzasse. Questo processo "semplice" di contemplazione era il modo in cui l'anima assorbiva gradualmente tutte le qualità e le prerogative divine.

    In questa dinamica, l'uomo non restava una creatura limitata, ma diventava pienamente l'immagine di Dio, portando dentro di sé la stessa vita e gli stessi attributi che il Padre aveva sparso nell'universo.

In sintesi: Adamo avrebbe dovuto "cibarsi" di Dio attraverso lo sguardo sulla creazione, trasformando ogni meraviglia esteriore in una qualità interna alla propria anima.

Nei testi di Luisa Piccarreta, questo "mangiare con gli occhi" non è solo un ricordo del passato di Adamo, ma diventa la pratica centrale per chi vuole vivere nel Fiat. Gesù insegna a Luisa che l'anima può recuperare questa capacità attraverso 4 passaggi fondamentali:


1. La "Vista Divinizzata".

Gesù spiega a Luisa che quando l'anima entra nella Divina Volontà, i suoi sensi vengono come "investiti" dalla luce divina. Non è più solo l'occhio umano a guardare, ma è la Divina Volontà nell'occhio dell'anima che riconosce se stessa nelle cose create.

  • Luisa descrive spesso come, guardando il sole o il cielo, non veda più solo oggetti fisici, ma senta il palpito di Dio in essi. Questo sguardo "divinizzato" permette di attraversare la materia e arrivare alla sostanza: l'attributo divino nascosto.


2. Il concetto di "Cibo di Luce".

Nei Libri di Cielo, Gesù usa spesso la metafora del nutrimento. Dice a Luisa che ogni verità che Lui le rivela sulla Creazione è un "cibo di luce".

  • Quando Luisa contempla una distesa d'acqua o un campo fiorito nella Divina Volontà, Gesù le spiega che lei sta "prendendo la sua parte" di quella qualità divina.

    Se Adamo ha smesso di mangiare questo cibo divino per mangiare il "frutto amaro" della sua volontà umana, Luisa (e noi con lei) torna a nutrirsi della Divinità attraverso ogni atto di contemplazione.

3. "Imprimere il proprio bacio" e ricevere il dono.

Luisa non è una spettatrice passiva. Gesù le insegna a fare il "Giro":

  • Mentre guarda, lei deve "imprimere il suo bacio", il suo "Ti amo", su ogni cosa.

    Nel momento in cui lei mette il suo piccolo amore su un'opera di Dio (per esempio, sulla luce del sole), quella luce le restituisce l'attributo della fecondità o della chiarezza di Dio. È uno scambio continuo: tu dai il tuo piccolo atto umano, Dio ti restituisce una Sua qualità eterna.


4. La Creazione come "Specchio di Memoria".

Per Luisa, guardare il mondo serve a "richiamare alla memoria" chi siamo.

  • Gesù le dice che la Creazione è stata fatta per mantenere l'uomo "a banchetto" con Dio.

    Oggi, attraverso la Divina Volontà, questo modo di guardare serve a rompere l'incantesimo della volontà umana che ci fa vedere il mondo come qualcosa di vuoto, muto o puramente materiale.


In pratica: Come lo descrive Luisa?

Nelle sue "escursioni" spirituali, Luisa dice spesso: "Mi immergevo nel Fiat e giravo per tutto il creato... e vedevo il mio Dio che mi aspettava in ogni cosa per darmi il Suo Amore".
Per lei, questo non è un esercizio di fantasia, ma una
realtà ontologica: l'anima si espande e diventa grande quanto la Creazione, riassorbendo quegli attributi che Adamo aveva lasciato "per strada".

Questa visione trasforma una semplice passeggiata in natura in una vera e propria liturgia divina.


  • Il peccato di disobbedienza ha interrotto la capacità di Adamo di assorbire le qualità divine. L'uomo è "caduto" a una bassa frequenza spirituale, perdendo la capacità di trarre nutrimento divino dalla Creazione in modo diretto e gioioso.

    Ciò che Adamo faceva per puro godimento, l'umanità ha dovuto farlo attraverso millenni di sperimentazione, lavoro e dolore. Le qualità divine sono state riconosciute solo attraverso la fatica e il sacrificio, ma l'uomo ha continuato, seppur faticosamente, a farle proprie.

    Nonostante l'allontanamento, Dio non ha mai abbandonato il Suo progetto di imprimere la Propria immagine nell'anima umana. Ha continuato ad accompagnare l'umanità nel suo lento e doloroso cammino di risalita.

    Quando i tempi sono stati maturi, Dio ha scelto di ristabilire un contatto diretto. Attraverso Abramo, un uomo giusto, ha iniziato a ricostruire un rapporto di fiducia e promessa, segnando l'inizio di una nuova fase nella storia della salvezza.


In sintesi, la storia dell'umanità dopo Adamo è un lungo sforzo per recuperare, tra sacrifici e fatiche, quel legame divino che all'inizio era naturale e immediato.

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