Appello al Re Divino parte 2
Dio è in una condizione di attesa quasi straziante. Da circa 6000 anni (tempo che separa l'uomo dal peccato di Adamo), Egli sospira, piange e chiama i suoi figli, desiderando che tornino a vivere con Lui nella Sua Volontà.
L'umanità, vivendo separata dal Padre, è diventata "raminga e povera". Seguendo il programma del mondo e dell'ego (ereditato dalla disubbidienza originaria), l'uomo si è condannato a una vita di sofferenza e "morte", intesa come perdita della vitalità divina.
Poiché l'uomo non torna a Lui, è Dio stesso che, non potendo più contenere il proprio amore, "viene a cercarci". Non viene a mani vuote, ma porta con sé il "gran dono della Sua Volontà" per porre fine a questo lungo esilio.
Ricordiamo che l'essere umano è stato creato per essere "onnipotente" attraverso l'unione con Dio. Il nostro corpo è strutturato per accogliere l'amore divino e agire con i modi di Dio, realizzando così una santità che supera ogni limite umano.
È un grido di amore paterno: Dio è stanco di aspettare e si offre ora come rimedio a tutti i mali dell'umanità, chiedendo solo di essere finalmente accolto per rendere i suoi figli nuovamente felici e santi.
Dio si presenta come Padre, Maestro e Dono stesso, offrendo una via d'uscita dal "programma di morte" in cui l'umanità è scivolata:
Poiché l'uomo non ha la conoscenza per cercarlo, Dio non riesce più a contenere il Suo amore e prende l'iniziativa di venire a cercarci. Egli porta il dono della Sua Volontà, definita come un "desiderio d'amore condiviso e comunicato".
Con un'umiltà sorprendente, Dio "prega, supplica e scongiura" l'uomo di ascoltarlo. Chiede compassione per le proprie lacrime e i propri sospiri, evidenziando quanto Gli prema la salvezza dei figli. Dio invita a partecipare a una "scuola" basata sui volumi citati (i "libri"), che contengono la Sua intera vita e santità. La Sua parola non è solo informativa, ma comunicativa: leggendo con desiderio, è Egli stesso a dare la luce per comprendere e ricevere le grazie contenute. Gesù si pone come Maestro per insegnare "lezioni di cielo", ovvero verità rimaste finora celate o nascoste. Queste conoscenze non vengono solo apprese con l'udito o la vista, ma vengono innestate direttamente nell'anima, portando una luce che non si spegne mai.
Dio non si limita a istruire l'uomo, ma si dona totalmente attraverso la Sua parola per trasformare l'anima dall'interno e sostituire il programma umano con quello divino.
Le lezioni non sono semplici nozioni, ma comunicano Gesù stesso all'anima. Poiché Egli è l'immagine visibile del Padre, ricevere queste verità significa accogliere la Luce del mondo e un amore che non si spegne mai.
La trasformazione non è istantanea, ma avviene per gradi. Ogni lezione e ogni capitolo sono come "goccioline di luce" che, accumulate, fanno crescere l'immagine di Gesù nell'uomo, comunicandogli attributi divini come la forza, il coraggio intrepido e una santità sempre crescente.
La parola di Dio è efficace: nel momento in cui viene ascoltata con desiderio, Dio "installa" e sigilla nell'anima le proprie virtù e i propri attributi, realizzando concretamente il progetto dell'uomo a Sua immagine e somiglianza. Questi insegnamenti hanno il compito di spianare e "imbandire" la strada. All'uomo non resta che camminare su un sentiero già preparato, lasciandosi condurre direttamente a vivere nella "patria celeste", che consiste nel vivere fin da ora una vita tutta d'amore. Lo studio dei libri diventa un processo di innesto divino: ogni lettura aggiunge un tratto della fisionomia di Gesù all'anima, finché la vita umana non viene totalmente assorbita da quella divina.
Gesù si presenta come un Re che non vuole tributi, ma desidera prendersi tutto ciò che ci appesantisce: le nostre miserie, le debolezze, i peccati e l'intero "programma abusivo" del mondo che abbiamo seguito finora. Il Suo obiettivo è ripulire totalmente l'anima per liberarla dal "dio della morte" (l'ego e il peccato) e renderla finalmente un luogo adatto ad accogliere Dio Amore. L'umanità vive attualmente sotto l'influenza della malizia e dell'inquietudine. La sovranità di Gesù consiste nel prendere tutto ciò che ci rende infelici, inquieti e tormentati per "nasconderlo" e poi bruciarlo nel Suo amore. In cambio di questo male, Egli offre la Sua Volontà, la Sua pace, la Sua gioia e le Sue ricchezze eterne. Gesù non solo brucia il peccato, ma prima lo "nasconde", come a voler proteggere l'anima dalla vista delle proprie miserie mentre opera la trasformazione amorosa.
Il messaggio è un invito alla fiducia totale: Gesù vuole liberarci dalle catene del passato e dai programmi di vita sbagliati per sostituirli con la felicità e la pace della vita divina.
Dio sa che il ricordo del nostro "marcio" e dei nostri errori ci blocca con pensieri di indegnità, alcuni pensano ("non ce la farò mai"). Per questo, quando decidiamo di leggere i "libri di cielo", Egli ci smemora del passato, nascondendo i nostri peccati persino ai nostri stessi occhi.
Il senso di indegnità è visto come un pensiero negativo derivante dal vecchio "programma" che vuole impedirci di cambiare mentalità. Dio occulta le nostre colpe affinché il timore del rifiuto non ci impedisca di approcciarci a Lui. Nascondendo il male, Dio ci permette di sentire solo la gioia del cammino intrapreso. Egli ci ricorda la nostra vera identità: non siamo i nostri peccati, ma figli prediletti e meravigliosi.
Mentre l'essere umano tende a condannarsi da solo, Dio ribadisce che sapeva che agivamo per ignoranza. Il Suo obiettivo è farci sentire nuovamente degni, perché questa è la verità profonda della nostra creazione. In sintesi, Dio agisce come un chirurgo dell'anima che copre le ferite del passato per darci il coraggio di guardare avanti, trasformando la percezione di noi stessi da "peccatori" a "figli amati".
Dio riafferma che ogni uomo è degno per il semplice fatto di essere uscito dalle Sue mani. Il senso di indegnità è solo un offuscamento causato dal "nemico". Anche l'allontanamento passato è servito come fase di istruzione per preparare l'anima a ricevere le conoscenze divine.
Attraverso la lettura dei "libri", Dio innesta e suggella l'Umanità Santissima di Gesù nell'anima. Questa presenza agisce come un fuoco d'amore che brucia i peccati e purifica l'anima, rendendo il passato inesistente.
Siamo creature meravigliose ma ancora "incomplete" perché ci manca la pienezza dell'Amore Divino. Lo scopo della vita e di questa "scuola" è trasformare ogni uomo in un "uomo-Dio", portando a compimento il capolavoro iniziato con la creazione.
Per correre verso il Padre non serve andare in luoghi fisici lontani; l'incontro avviene nei testi della Divina Volontà. Lì, il Maestro attende l'anima per svuotarla dal "programma del mondo" e riempirla di Sé. L'invito finale è a gettarsi nelle braccia di Dio, consegnandogli la propria volontà umana (l'immagine del mondo che abbiamo dentro). In cambio, Dio promette di abitare stabilmente nell'anima del figlio che si fida di Lui.
In sintesi, l'uomo consegna le proprie miserie e Dio, in cambio, dona la Sua stessa Vita, rendendo l'anima la Sua dimora eterna.
La volontà umana di cui parla Gesù non è quella naturale creata da Dio, ma un insieme di desideri di morte (egoismo, logiche del mondo e di Satana) che abbiamo "conquistato" e fatto nostri vivendo secondo i modi del mondo. È una proprietà abusiva che ora dobbiamo decidere di cederGli.
Per acquistare la Volontà di Dio, è necessario lo stesso meccanismo: adeguarci ai Suoi modi. Ma poiché l'anima non può contenere due volontà opposte, dobbiamo prima svuotarci dei desideri mondani consegnandoli a Gesù.
L'umanità ha accumulato nei millenni immense conoscenze (scienza, medicina, fisica), ma queste sono solo strumenti. Senza la Volontà Divina, l'uomo manca della vera Vita e finisce per usare questi doni in modo malvagio, producendo "macchine di morte" anziché bene. Gli atti malvagi che vediamo nel mondo sono la manifestazione dei desideri che animano l'uomo. Se la volontà è nutrita dal mondo, produrrà morte; se è nutrita da Dio, manifesterà la Sua immagine. Siamo pieni di nozioni ma privi del "motore" giusto. Consegnare la nostra volontà significa permettere a Dio di usare tutte le nostre capacità per scopi di luce e non più di distruzione.
Dio chiede i nostri "desideri di morte" (la volontà acquisita dal mondo) per svuotarci e riempirci di "desideri d'amore". Quando l'uomo è così completato, la sua intelligenza e le sue conoscenze producono solo parti d'amore, rendendolo finalmente vera immagine di Dio.
L'unico desiderio di Dio è vedere la sua famiglia felice, spensierata e unita. Egli si offre come Provvidenza totale: se l'uomo accetta di vivere con i modi dell'amore, Dio promette di pensare a tutto il resto, portando armonia tra cielo e terra.
Il Regno della Divina Volontà non è una novità assoluta, ma un "ritorno" al bene che l'umanità possedeva già prima della disobbedienza di Adamo. È il ripristino della nostra felicità originaria.
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