Appello al Re Divino parte 1

 Dio non si limita a farci visita, ma viene per "rimanere" in mezzo ai suoi figli. La lettura dei "volumi",

non è un semplice esercizio intellettuale, ma un atto di assorbimento della conoscenza divina.

L'obiettivo di questa presenza è "fare vita insieme",

unendo la volontà umana a quella divina per vivere con un solo amore e un solo volere.

La "Volontà" viene identificata con il desiderio profondo.

Dio si dona a chiunque lo desideri e sia disposto a mettere in pratica gli insegnamenti ricevuti.

La vita spirituale è descritta come una scuola dove Gesù è il Maestro e Maria la tutor.

Attraverso l'ascolto della Parola, Dio comunica se stesso, riempiendo l'anima del Suo stesso amore.

È un invito a passare da una fede "di lettura" a una fede "di vita",

dove l'unione dei desideri tra l'uomo e Dio permette una fusione completa nell'amore.

Leggere i "libri" non è solo istruzione, ma un momento in cui Dio comunica la propria essenza.

Poiché Dio è Amore, questa comunicazione riempie l’anima della sua stessa natura.

Una volta che l'anima è riempita di Dio, ogni pensiero,

opera o movimento del corpo diventa un "parto d’amore". L’essere umano non agisce più da solo,

ma è animato direttamente dall'Amore divino.

Gesù non porta solo la sua essenza (la natura divina), ma anche tutto il "corteggio" delle sue pene,

del suo sangue e delle sue opere.

Questi sono gli strumenti pratici della Redenzione necessari per purificare l'uomo.

L'obiettivo finale di questo dono è far tornare l'uomo alla sua "santità primiera",

rendendolo di nuovo "vero uomo" a immagine di Gesù, in grado di possedere e vivere della Divina Volontà.

Attraverso queste conoscenze,

Gesù comunica tutta la sua Umanità Santissima per sostituire l'agire umano con quello divino.

La morte di Gesù in croce simboleggia la morte della volontà umana (dominata dall'io e dal mondo).

Solo facendo morire questo modo di vivere egoistico, l'uomo può liberarsi dal peccato originale di Adamo.

La risurrezione non è solo un evento fisico, ma il "risorgimento" della Vita Divina nell'anima.

Questo permette di realizzare il progetto originario della creazione:

l'uomo come vera immagine e somiglianza di Dio. Gesù ha già preparato tutto 2000 anni fa (grazie,

luce e forza). Non manca nulla a livello spirituale affinché l'uomo possa accedere a questo dono;

gli strumenti sono già a disposizione di tutti. Dio ora "aspetta la nostra parte". Poiché il tempo è maturo,

tocca all'individuo passare all'azione:

desiderare questo dono e mettere in pratica le conoscenze per purificarsi e ricevere i benefici della Passione.

L’appello del Re Divino è un appello alla responsabilità personale: Dio ha fatto la Sua parte, ora spetta all'uomo decidere di far morire la propria volontà per far risorgere quella Divina.

Gesù ha già tracciato la strada durante la sua vita terrena e "nascosta".

Per accedere alla santità non servono sforzi sovrumani o penitenze estreme,

ma basta imitare i suoi modi di vivere e agire secondo le Sue indicazioni.

Tutto è già Pronto, non occorre cercare nuove vie o inventare metodi spirituali.

Gesù ha già preparato ogni atto, grazia e strumento di purificazione necessario;

l'uomo deve solo "venire a prendere" ciò che è già suo.

Se un tempo la santità richiedeva martiri e sacrifici enormi, oggi Dio offre la Vita Divina come dono gratuito, senza meriti particolari o sforzi dolorosi.

Il testo esorta a non essere "ingrati" rifiutando un dono così grande e accessibile.

La beatitudine risiede nel semplice ascoltare la Parola e metterla in pratica quotidianamente.

Il messaggio è di grande speranza: la santità non è più una vetta raggiungibile solo da pochi eroi,

ma una realtà a portata di mano per chiunque accetti di vivere la propria giornata con lo stile di Gesù.

A differenza dei santi del passato che hanno ottenuto la santità attraverso martiri e sacrifici inenarrabili,

oggi Dio offre la Sua vita divina gratuitamente.

Questo "regalo" è spesso sottovalutato o ignorato proprio perché non richiede sforzi eroici.

Nonostante l'aumento delle conoscenze e delle potenzialità umane,

l'umanità si è indebolita allontanandosi da Dio.

L'uomo ha iniziato a confidare troppo nella propria intelligenza,

dimenticando di essere una "creatura incompleta" che ha bisogno del suo Creatore per essere realizzata.

Questo è il tempo della Misericordia.

Questo è il momento in cui chiunque lo desideri può santificarsi,

e permettere il "risorgimento" della vita eterna in sé. Dio non guarda al passato né ai peccati,

(anche quelli quotidiani o le dipendenze, come il fumo citato nell'esempio);

Lui è venuto appositamente per rimuoverli e offrire un nuovo inizio.

L'amore di Dio è così grande che Egli è pronto a mettere da parte tutta la vita passata della creatura.

L'invito è a non avere paura della propria inadeguatezza,

poiché la santità nella Divina Volontà non è un premio ai meriti,

ma un dono per chi lo accoglie con cuore aperto. Il testo rassicura l'anima:

la strada verso la santità oggi è spianata dalla gratuità divina e non è ostacolata dalle fragilità umane,

a patto di riconoscere la grandezza di questo miracolo e desiderarlo sinceramente.

Il prossimo passaggio rivela il cuore misericordioso di Dio e la Sua visione dell'umanità,

spiegando perché non vi è condanna per chi ha sbagliato per ignoranza:

Dio dichiara di amare l'uomo così profondamente da non guardare affatto al suo stato attuale o alla sua "vita passata".

La Sua misericordia copre ogni fragilità perché Egli vede ciò che l'uomo ancora non riesce a vedere di se stesso.

Riprendendo le parole di Gesù sulla croce ("Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno"),

si precisa che l'uomo sbaglia e fa del male a sé e a Dio perché è privo della vera conoscenza.

Non avendo ancora coscienza della propria natura divina, l'uomo agisce per ignoranza,

e un padre non può condannare un figlio che non sa ancora distinguere la strada.

Nonostante il peccato di Adamo (la disubbidienza) e la malvagità che sembra dominare il mondo,

il piano di Dio di creare l'uomo a Sua immagine e somiglianza non è fallito né è stato abbandonato.

Dio non ha mai smesso di voler "completare" l'uomo.

Dio conosceva in anticipo le deviazioni che l'umanità avrebbe preso durante la sua crescita. Tuttavia,

il Suo desiderio e il Suo amore sono rimasti identici: Egli non è un giudice punitivo,

ma un Padre che aspetta con pazienza che i figli acquisiscano la maturità spirituale per tornare a Lui.

Questo è un invito a deporre ogni paura e senso di colpa:

Dio giustifica l'uomo a motivo della sua ignoranza e riafferma che,

il suo unico obiettivo è portare a compimento la creazione di ogni essere umano nel Suo amore.

Spieghiamo ora l'invito solenne e amorevole di Dio a iniziare un nuovo cammino,

caratterizzato da un perdono totale e da una comunione profonda:

L'amore di Dio è come fiamme che bruciano ogni male. Egli promette di seppellire i peccati,

le colpe e il passato dei suoi figli nel "mare del suo amore", per non guardarli mai più.

Da questo preciso istante, Dio invita a muovere i primi passi in una vita completamente nuova.

Non si tratta di un semplice miglioramento, ma di un'esistenza "tutta d'amore",

dove la volontà umana si fonde con quella Divina.

I santi del passato incitano l'umanità ad accettare questo dono. Loro, che hanno sofferto e faticato per elevarsi, riconoscono l'immenso valore di ciò che oggi viene offerto gratuitamente,

e implorano gli uomini di non essere "duri di cuore".

Accettare il dono significa accogliere la visita paterna di Dio,

che si impegna a restare ogni giorno in mezzo ai suoi figli per donare tutto se stesso.

Questa "scuola" ha un unico obiettivo: insegnare all'uomo ad amare con lo stesso amore purissimo di Dio.

L'unica condizione richiesta è il consenso dell'uomo a vivere in unità con Dio.

Stare in "sommo accordo" significa seguire le Sue indicazioni per agire con un'unica volontà e un unico amore, eliminando ogni divisione tra la creatura e il Creatore.

In sintesi, Dio è pronto a cancellare tutto il passato pur di iniziare, già da stamattina,

una vita di totale fusione con chiunque Gli apra la porta.

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